Tumori del colon, casi in aumento

21 Maggio 2023

Il primario di Chirurgia Casolino: necessari screening e approcci multidisciplinari

LANCIANO. Screening, prevenzione, approcci terapeutici mirati e multidisciplinari: è la strada per ridurre i tumori del colon-retto, che fanno registrare un aumento di casi negli ultimi anni anche in città, secondo Vincenzo Casolino, primario della chirurgia dell’ospedale Renzetti e di Maria Marino, responsabile della Gastroenterologia ed endoscopia digestiva nei presidi ospedalieri di Lanciano, Ortona ed Atessa. I due medici, assieme ad altri esperti, hanno discusso dei nuovi approcci terapeutici nel convegno organizzato dalla Asl nei giorni scorsi a Palazzo degli studi: “Screening al trattamento del carcinoma colo-rettale. Applicazione e implementazione del percorso diagnostico terapeutico assistenziale”.
«Purtroppo i tumori del colon e del retto sono in aumento», spiega Casolino, «nella nostra realtà lo testimoniano i numeri che registriamo in chirurgia. Nei primi 4 mesi del 2023 abbiamo trattato, operato, 25 pazienti con carcinoma colon rettale: il doppio di quelli fatti nello stesso periodo nel 2022. Se li moltiplichiamo per gli altri periodi dell'anno arriviamo a 75 interventi: un numero notevole». Si tratta soprattutto di pazienti anziani ma si registrano casi sempre di più tra persone tra 40 e 50 anni di età che ora possono contare su un percorso multidisciplinare di cura. «Il paziente affetto da tumore del colon retto ottiene la diagnosi grazie a uno screening o tramite controllo endoscopico occasionale, o sintomatico con accesso in Pronto soccorso», riprende Casolino. «Arriva in chirurgia e viene subito preso in carico dal Gico (Gruppo interdisciplinare cure oncologiche) che si riunisce ogni 15 giorni a Lanciano, il mercoledì. È un team composto da specialisti; il chirurgo, l’oncologo, il gastroenterologo, il radiologo, il radioterapista, anatomopatologo che fanno una valutazione multidisciplinare del caso. Il paziente viene preso in carico dall’inizio, accompagnato durante le fasi della malattia fino alla riabilitazione e follow up finale. Trattiamo in ogni riunione a Lanciano almeno una quindicina di casi, ci sono anche pazienti che abbiamo già in cura». Insomma il malato non è lasciato a se stesso, non deve preoccuparsi di prenotare visite su visite, ma viene seguito, ha un percorso di cura completo. «Ricordo», chiude il primario, «che lo screening e una diagnosi precoce sono fondamentali per combattere queste malattie». (t.d.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.