Tumori del retto Selezionata ricerca fatta a Chieti

Nuove possibilità di cura grazie al reparto di Radioterapia Genovesi: potremo personalizzare le strategie terapeutiche
CHIETI. La risposta tumorale nei pazienti affetti da tumori del retto sottoposti a radio-chemioterapia pre-operatoria può essere prevista. E in base a questa capacità predittiva, si può modulare la terapia a seconda del paziente. È quanto risulta da un nuovo studio nato dalla collaborazione tra il reparto della Radioterapia oncologia, diretto dal professor Domenico Genovesi, con il Centro di scienze dell’invecchiamento (Cesi) della D’Annunzio. Grazie anche a questa ricerca, la Radioterapia oncologica di Chieti è stata selezionata tra i centri da premiare per i migliori contributi scientifici al prossimo Congresso della società europea di radioterapia oncologica (Estro) che si terrà a Vienna da oggi sino a martedì prossimo. La sperimentazione scientifica selezionata è stata pubblicata da alcune settimane sulla rivista scientifica internazionale “Advances in Radiation Oncology”. Il gruppo di studio della Unità operativa complessa di Radioterapia oncologica del policlinico teatino con Genovesi e Francesca Perrotti insieme all’Unità di biochimica analitica e proteomica del Cesi, con Paolo Sacchetta, Piero Del Boccio e Damiana Pieragostino, ha studiato la possibilità di riscontrare precocemente nel siero dei pazienti affetti da tumore del retto localmente avanzato biomarkers predittivi della risposta al trattamento radio-chemioterapico preoperatorio. «In una prima analisi su 18 pazienti», dice la Perrotti, «e su 65 lipidi inizialmente studiati, l’espressività di cinque lipidi prelevati sul siero dei pazienti, rispettivamente, prima di iniziare il trattamento radio-chemioterapico, in quattordicesima e ventottesima giornata del trattamento preoperatorio, si sono rivelati statisticamente significativi nella predizione di questo tipo di risposta evidenziando una buona sensibilità e specificità nel discriminare i pazienti responsivi rispetto ai pazienti non responsivi». «Si tratta di uno studio molto importante che si configura nell’ambito delle sperimentazioni nazionali e internazionali in atto sulle potenzialità di poter modulare e personalizzare le strategie terapeutiche preoperatorie in termini di intensificazione o de-intensificazione dei trattamenti sulla base in questo caso delle caratteristiche di sostanze come i lipidi dei pazienti al fine di incrementare le percentuali di risposta alla radio-chemioterapia preoperatoria. E sappiamo quanto questo sia importante nell’impatto sia sulla limitazione di interventi chirurgici successivi mini-invasivi sia sulla sopravvivenza dei pazienti» dice il professor Genovesi. «L’obiettivo adesso è di confermare questi risultati su 30 pazienti consecutivamente studiati nel Centro di Chieti e, in seguito, di fare della Radioterapia di Chieti il Centro coordinatore di uno studio nazionale multicentrico ovvero con i sieri dei pazienti affetti da tumore del retto sottoposti a radio-chemioterapia preoperatoria provenienti da Centri di tutta Italia ed esaminati a Chieti». (a.i)

