Tutte le tasse restano al massimo Scoppia la polemica in Comune

La delibera è stata approvata in consiglio con 17 sì, ma l’opposizione abbandona l’aula e non vota L’assessore Della Penna prova a spegnere le polemiche: «È un atto dovuto a causa del dissesto»
CHIETI. È stata approvata ieri in consiglio comunale la delibera che conferma le tariffe delle imposte, le tasse locali e i contributi per i servizi produttivi. Più nello specifico, si tratta di tutte quelle imposte che riguardano la gestione di strutture come gli impianti sportivi, asili nido, bagni pubblici, parcheggi, trasporti funebri, soggiorni e teatri. Per la giunta guidata dal sindaco Diego Ferrara la conferma delle tariffe si presenta come «un atto dovuto», poiché costretta dal pre dissesto finanziario. Ma l’opposizione dice no al provvedimento e lascia l’aula senza votare.
«UN ATTO DOVUTO»
«Si tratta di una vera e propria verifica delle entrate», dice l’assessore al Bilancio, Tiziana Della Penna, «una sorta di ricognizione finalizzata a reperire risorse per il risanamento dell’ente». Con il provvedimento passato in consiglio con i 17 sì della maggioranza è arrivata la conferma che le imposte del Comune «sono già al massimo», prosegue Della Penna, «dunque l’amministrazione non effettuerà mutamenti in sede di redazione del bilancio stabilmente riequilibrato». All’ordine del giorno c’è stata anche la copertura dei costi di gestione che riguardano le tariffe relative ai servizi a domanda individuale. «Risulta assicurata per oltre il 36 per cento la quota di copertura dei costi, percentuale minima stabilita dalla normativa per i Comuni in dissesto, quindi al momento non si ritiene di modificare alcun importo», prosegue Della Penna, «questa ricognizione è semplicemente una verifica dello stato di fatto. L’auspicio è che tutto resti così e che non ci sia bisogno di rimodulare le tariffe con il bilancio che l’ente sta elaborando e che dovrà essere sottoposto al vaglio degli organismi ministeriali previsti dalla procedura di dissesto».
L’OPPOSIZIONE
Non ha voluto dare il suo voto l’opposizione che, per protesta, è uscita dall’aula prima dell’approvazione della delibera.
«È un provvedimento che distrugge il sociale», attacca Carla Di Biase di Fratelli d’Italia, «le tariffe sono le stesse del piano di riequilibrio e, quindi, sono state già clamorosamente bocciate dai giudici della Corte dei conti». Tra le motivazione che hanno spinto l’opposizione a non votare c’è poi la variazione della copertura dei servizi a domanda individuale, come ad esempio gli asili nido. «In questo modo c’è stato un ulteriore taglio ai servizi a domanda individuale, sono stati così ridotti e il 64 per cento dovrà essere coperto dagli utenti», prosegue Di Biase, «è un atto prodromico all’aumento delle tasse per i cittadini». È contraria alla delibera anche l’Udc che, pertanto, ha richiesto il parere del collegio dei revisori prima dell’invio della delibera. «La situazione di dissesto è l’apice di una situazione di squilibrio», commenta il capogruppo Mario De Lio, «il Comune non dispone di entrate correnti sufficienti a far fronte alle proprie spese attuali, elemento che indica una forte tensione nella gestione finanziaria».
E nella delibera di dissesto, il collegio dei revisori aveva già sottolineato la precarietà dei conti finanziari: «Il Comune afferma che il bilancio è caratterizzato da una rigidità estrema viste le circostanze che contribuiscono ancor di più a peggiorare la situazione economica». Affermazioni che, per il capogruppo dell’Udc, «suggeriscono la verifica sulla programmazione delle condizioni di previsioni di entrata. Controllo che doveva essere richiesto ed effettuato dal collegio dei revisori».
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