«Tutti a protestare contro il sansificio»

Appello di residenti e associazioni a partecipare al sit-in di questa mattina. Lanci (Nsc): è una corsa contro il tempo
TREGLIO. Sono pronti anche a proteste eclatanti, azioni ad oltranza e picchetti permanenti, i cittadini e le associazioni che si battono per l’aria pulita a Treglio, da anni in perenne braccio di ferro con le istituzioni per l’attivazione di due centrali a biomasse nel pieno centro del paese. Uno dei due impianti, il sansificio Vecere, è tornato attivo nei giorni scorsi dopo che la Procura lo aveva posto sotto sequestro nel gennaio 2015 per una serie di violazioni ambientali, assieme alla centrale a biomasse Gct srl. A nulla sono valse le proteste della popolazione, il processo ancora in corso e le speranze di vietare le attività di combustione: la stessa Procura ha dato autorizzazione nei giorni scorsi al rinnovo della campagna olearia 2016-2017. Di qui il presidio spontaneo di decine di cittadini, questa mattina dalle 10 di fronte al sansificio, che scendono di nuovo in piazza per il «diritto a respirare aria pulita». Una delle conseguenze maggiori delle attività dell’impianto è difatti una puzza nauseabonda che si sprigiona per tutto il comprensorio, di giorno e di notte, oltre a fastidi respiratori, patina oleosa che si deposita dappertutto, bruciore alla gola e agli occhi, senso di nausea, cefalee. «Quando si tratta di salute propria e dei propri figli», commenta Alessandro Lanci, presidente di Nuovo Senso Civico, associazione che per prima si è battuta contro gli impianti di Treglio, «la gente non è più disposta a farsi prendere in giro. A Treglio c’è una grande rabbia scaturita dal senso di impotenza determinato dalla risposta delle istituzioni: è chiaro, infatti, che si viaggia su binari diversi e che si percepisce la volontà manifesta della pubblica amministrazione di consentire questo genere di attività. Nei mesi del sequestro non è stata apportata alcuna miglioria tecnica sostanziale, come richiesto nelle prescrizioni, per far rientrare gli impianti nella norma di legge: come potremmo ancora fidarci?». Per i cittadini si tratta ormai di una corsa contro il tempo per sensibilizzare il maggior numero di persone e di enti prima della prossima seduta della conferenza dei servizi che dovrà decidere di autorizzare le attività del sansificio per altri 15 anni. «Siamo e saremo sempre per delocalizzare gli impianti», commenta il sindaco Massimiliano Berghella, «non prenderemo in considerazione nessuna altra soluzione. E torno a fare appello al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, al vice Giovanni Lolli e all’assessore all’ambiente Mario Mazzocca per una risoluzione in tempi brevi. E ai componenti della conferenza dei servizi annuncio che se non saranno presenti alla prossima seduta dovranno assumersene tutte le responsabilità».
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