Tutti al Marrucino, c’è il Grigna

16 Maggio 2015

Da Lecco a Chieti per la festa degli alpini, oggi alle 20,30 gran concerto con i canti della montagna

CHIETI. Finalmente è arrivato il grande giorno degli Alpini al teatro Marrucino. Infatti, oggi, il celebre coro “Grigna” di Lecco, in occasione dell’adunata nazionale degli Alpini a L’Aquila, terrà un concerto alle ore 20,30,con ingresso gratuito. La serata, organizzata dall’amministrazione comunale di Chieti, sarà presentata da Stanislao Liberatore. Il famoso coro, diretto dal Maestro Riccardo Invernizzi, ha una storia veramente importante; nasce nel lontano 1958 grazie a Giuseppe Scaioli e nel 1967 diventa coro dell’associazione nazionale Alpini, sezione di Lecco; nel 1968 ha inciso trenta canti denominati “i veri canti degli Alpini” armonizzati, successivamente, dal Maestro Scaioli. Nel corso della conferenza stampa che ha presentato il concerto, il consigliere comunale Achille Cavallo ha espresso la sua soddisfazione per l’organizzazione dell’evento, dicendo che come amministrazione non si poteva non cogliere l’occasione dell’arrivo degli Alpini a L’Aquila dopo ventinove anni. Inoltre, ha aggiunto che l’esibizione dello storico coro rappresenta una splendida occasione per ascoltare i canti più rappresentativi della tradizione alpina. L’iniziativa sarà arricchita anche dalla presenza del coro Touta Marouca di Rapino, in modo da creare un gemellaggio tra la voce delle alpi e quella degli appennini. Ma la musica non sarà la sola protagonista della serata, infatti nel corso della manifestazione il già comandante del battaglione San Marco, Francesco Paolo Tarantino, consegnerà al Comune di Chieti una storica pergamena in ricordo della permanenza in città di un reparto del distretto militare di Venezia, dislocato a Chieti dopo la terribile sconfitta subita a Caporetto nell’ottobre del 1917 al comando del maggiore Bussandri. Il documento, che all’epoca non venne mai consegnato, avrebbe dovuto accompagnare il dono fatto alla città teatina di un bassorilievo raffigurante il leone alato, simbolo di Venezia, in segno di riconoscenza e gratitudine per l’ospitalità offerta. Il bassorilievo, collocato nell’androne di Palazzo d’Achille, è opera dello scultore veneto Annibale De Lotto ed è incastonato in una cornice realizzata da due artisti giunti da Venezia. E proprio per questa occasione fu approntata la pergamena che celebrava e ricordava l’evento, miniata da Angelo Valsecchi. Per tutti questi anni, la pergamena è rimasta in possesso del nipote del maggiore, Carlo Chiodelli, che nell’occasione la restituirà al Comune. La serata si presenta come un grande appuntamento da non perdere.

Mario Ciccotelli