Tutti in piazza, ma i disabili a casa

El Zohbi: il servizio trasporto non è stato attivato. Contestati i botti a fine festa
CHIETI. Festa di San Giustino per tutti, tranne che per i disabili lasciati a casa. L’accusa al Comune parte da Bassan El Zohbi esponente di Centro democratico.
«Con grande rammarico devo denunciare che, per il quinto anno consecutivo, nella giornata di lunedì 11 maggio, giornata del Santo patrono, non è stato effettuato un servizio di prima necessità quale quello del trasporto disabili.Tutto questo nonostante mi fossi interessato, dietro sollecitazione di tante famiglie, ed avessi ricevuto rassicurazioni sia da parte del dirigente comunale, Angela Falcone, che del presidente di Chieti Solidale, Giuseppe Melchiorre» dice El Zhobi «inoltre, ieri mattina l'Autoparco Comunale era chiuso e così i collaboratori di Chieti Solidale non hanno potuto accedere ai locali per prendere i mezzi di servizio indispensabili per poter accompagnare i ragazzi disabili nei centri di riabilitazione che, invece, erano regolarmente aperti» Disservizio che ha creato forti disagi a molte famiglie che hanno dovuto trovare in poco tempo un sostituto o un accompagnatore per i propri familiari disabili sia per accudirlo a casa sia per poterli trasportare a loro spese al centro riabilitativo.«Nel nome del Patrono» carica la dose El Zohobi « purtroppo a Chieti si verificano anche questi disservizi che non hanno giustificazione alcuna perché chi avrebbe dovuto verificare e garantire un servizio così sensibile non ha verificato e garantito alcunché». E sempre lunedì, dopo il concerto in piazza San Giustino della cantante Deborah Iurato sono partiti botti e assordanti fuochi artificiali che hanno appestato l’aria e spaventato animali di ogni genere. La domanda sorge spontanea: ma a Chieti non erano vietati tutto l’anno? Il consigliere Marco Di Paolo fa notare che una legge nazionale proibisce solo botti e petardi mentre i fuochi pirotecnici, anche se egualmente assordanti e dannosi no. La replica degli animalisti è che se un Comune decide di stare dalla parte degli animali e della natura, come testimonia il recente statuto approvato in consiglio comunale, la giunta poteva decidere di evitare «quell’inutile spreco di denaro che ha terrorizzato cani, gatti e volatili». «Non è detto che le cose non proibite si debbano fare per forza» incalzano gli animalisti «il Comune poteva scieglere di dirottare quel denaro andato in fumo per altri scopi sociali più utili».(y.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

