Tutti via dal palazzo pericolante: martedì lo sgombero dell’edificio

Al capolinea la vicenda dei 16 alloggi lesionati: gli ultimi 4 assegnatari hanno firmato il trasferimento La costruzione sarà abbattuta, al suo posto ne sorgerà un’altra in due anni come annunciato dall’Ater
VASTO. Arriva al capolinea la vicenda della palazzina pericolante dell'Ater a Punta Penna. Il 10 gennaio è in programma lo sgombero di 16 alloggi e la ricollocazione delle famiglie assegnatarie in altri immobili di proprietà dell’Ater. È arrivata dopo 4 anni all'epilogo la travagliata vicenda di un fabbricato di edilizia residenziale pubblica nel quartiere di Punta Penna. La palazzina martedì prossimo sarà svuotata e recintata per evitare occupazioni abusive in attesa della sua demolizione. All'operazione saranno presenti forze dell'ordine e vigili del fuoco. Ieri gli ultimi 4 assegnatari hanno firmato un accordo che prevede il loro trasferimento in altri appartamenti al quartiere San Paolo. Non tutte le 16 famiglie hanno accettato di buon grado l'ordinanza di sgombero firmata dal sindaco, Francesco Menna.
«È stata una decisione inevitabile presa per motivi di sicurezza», dice il sindaco. «La palazzina, occupata da 16 famiglie, ha grossi problemi di stabilità. Quattro anni fa i vigili del fuoco certificarono al termine di un sopralluogo, la presenza di lesioni su un pilastro e ossidazione dell'armatura in ferro. Il sopralluogo successivo fatto da un perito ha confermato la vulnerabilità dell’edificio e il rischio l’incolumità degli occupanti. La situazione si è ulteriormente aggravata in seguito agli eventi sismici registrati due anni fa. L'Ater ha individuato alloggi compatibili. Qualche famiglia ha accettato subito. Con due famiglie abusive abbiamo avuto problemi. Ieri comunque le ultime 4 famiglie hanno firmato il contratto. A questo punto può partire lo sgombero. L'operazione è stata comunicata al prefetto di Chieti che ringrazio per la disponibilità e così come ringrazio le forze dell'ordine e i vigili del fuoco». Menna smentisce le voci secondo le quali al posto della palazzina potrebbero sorgere residence. «Al posto del palazzo pericolante sarà realizzata un'altra palazzina popolare. I nuovi appartamenti verranno realizzati in base a un moderno concetto abitativo e con innovative soluzioni architettoniche. L’Ater conta di realizzare i nuovi alloggi nel giro di due anni. Una volta terminati i lavori, le famiglie potranno tornare a vivere a Punta Penna». La sistemazione delle 16 famiglie in altrettanti appartamenti della città ha provocato le proteste di alcune famiglie in attesa di una casa popolare. Nel 2018 i vigili del fuoco constatarono, durante un sopralluogo, la presenza di “lesioni su tamponature, su un pilastro di angolo e ossidazione dei ferri di armatura”, suggerendo una verifica estesa su tutto il fabbricato. La situazione si è ulteriormente aggravata in seguito agli eventi sismici del 27 marzo 2021, che interessarono l’Abruzzo.
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