Tutto il paese all’addio al tipografo e sportivo

13 Gennaio 2019

Guardiagrele. Commozione ai funerali di Carabella. Padre Luca: persona semplice e senza pregiudizi

GUARDIAGRELE. Tanta gente ha partecipato commossa ieri mattina ai funerali di Nicola Carabella, 56 anni, tipografo, dirigente sportivo e leader della tifoseria granata del Guardiagrele Calcio, morto mercoledì sera al policlinico di Chieti dove era stato ricoverato la scorsa settimana per una grave malattia contro la quale lottava da circa un mese.
Alle 11, ad attendere il feretro dall’ospedale teatino, davanti alla chiesa dei frati cappuccini, c'erano tante persone con il cuore spezzato e la mente profondamente turbata per una fine cosi improvvisa quanto inaspettata. Tra la folla si potevano scorgere diversi rappresentanti delle scomparse società calcistiche del Real Guardiagrele e del Videotom, oltre a dirigenti del Guardiagrele Calcio e un nutrito gruppo di tifosi delle Brigate Granate con al collo le sciarpe con i colori sociali del club che ha deposto una maglia della locale squadra di calcio sulla bara.
All’interno della chiesa il rito funebre è stato accompagnato dallo sconcerto e dal silenzio assoluto. Il parroco, padre Luca Di Panfilo, ha rivolto parole di fede e di conforto ai famigliari, in modo particolare alla moglie Beatriz e al fratello Domenico. «Nicola», ha detto il sacerdote, «era una persona semplice e spontanea che accettava sempre l’altro cosi come era, alieno da ogni pregiudizio o riserva».
All’uscita dalla chiesa tutti hanno voluto dare l’estremo saluto al feretro e in tanti si sono intrattenuti a ricordare le sue qualità. «Oltre ad essere stato da sempre un amico fraterno»,sottolinea l'ex presidente del Real Calcio Guardiagrele, Gaetano Rullo, «Nicola era anche un mio coetaneo e con lui ho diviso mille avventure. Tantissimi sono stati gli episodi in cui, sistematicamente, ha messo sempre in luce la sua infinità bontà. Una volta», sottolinea Rullo, «mentre nevicava, sapendo che un suo amico non era in casa e vedendo davanti alla sua abitazione una montagna di legna da ardere che si bagnava, la rientrò nel garage lavorando da solo per alcune ore».
La salma, in rispetto della volontà del defunto, sarà cremata. (g.i.)
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