Tutto l’Abruzzo piange Andrea Di Risio, morto sul lavoro a 23 anni: era prossimo alla laurea

Era la lavoro in una cantina sociale di Scerni (Chieti) come stagionale. Il cordoglio di Marco Marsilio: “Nessuno deve morire mentre lavora, per tutti noi un vuoto impossibile da colmare». (Foto tratta dal servizio della Tgr Abruzzo)
SCERNI. Dolore in tutto l’Abruzzo per la morte di Andrea Di Risio: il 23enne ha perso la vita mentre stava lavorando con un macchinario all'interno della cantina sociale San Panfilo di Scerni, nel Chietino, mentre stava lavorando con un macchinario. Per il giovane, studente universitario prossimo alla laurea in Scienze motorie, e al lavoro come stagionale, non c'è stato niente da fare.
La morte di Andrea Di Risio, avvenuta questa mattina, «è una tragedia che colpisce profondamente l'intera comunità abruzzese. Un ragazzo prossimo alla laurea, con una vita davanti, i suoi progetti e le sue speranze: la sua scomparsa lascia un dolore immenso e un vuoto impossibile da colmare. A nome mio e della Giunta regionale esprimo il più sentito cordoglio alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che gli volevano bene. A loro va il nostro abbraccio e la nostra vicinanza in queste ore così difficili". Lo afferma il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio. "In attesa che gli accertamenti chiariscano la dinamica dell'accaduto, resta lo sgomento per una giovane vita spezzata sul lavoro - conclude -. La tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori deve essere una priorità irrinunciabile, in ogni luogo e per ogni attività. Nessuno dovrebbe perdere la vita mentre lavora".
Cordoglio e richieste di interventi concreti sulla sicurezza sul lavoro dopo la morte di un operaio di 23 anni, Andrea Di Risio, vittima di un incidente questa mattina a Scerni, in provincia di Chieti. Cgil e Uil esprimono vicinanza alla famiglia e tornano a sollecitare misure efficaci per prevenire gli infortuni, in attesa che le indagini chiariscano la dinamica dell'accaduto.
"Non si può morire a 23 anni lavorando", sottolinea il segretario generale della Uil Abruzzo, Michele Lombardo, richiamando la necessità di investire nella formazione, nei dispositivi di protezione e nelle procedure organizzative. Per Valerio Camplone, componente della segreteria regionale Uil con delega alla salute e sicurezza, occorre rafforzare le tutele soprattutto per i giovani alle prime esperienze lavorative.
La Uil ricorda che in Abruzzo nel 2025 si sono registrate 19 morti sul lavoro, quattro delle quali hanno riguardato lavoratori con meno di 35 anni.
Il segretario generale della Cgil di Chieti, Franco Spina, denuncia il peso degli infortuni e richiama l'attenzione sui rischi legati alla precarietà, ai contratti a termine e ai subappalti a cascata. Tra le priorità indicate, formazione continua, educazione alla sicurezza nelle scuole e rafforzamento dei controlli preventivi attraverso un adeguato numero di ispettori.
Secondo i dati citati dalla Cgil, in Italia vengono ispezionate ogni anno circa il 3% delle aziende attive. "Basta promesse future e basta indignazione del momento", è l'appello di Spina, che chiede interventi immediati sulle cause degli incidenti. "La prevenzione - conclude - su salute e sicurezza non è un costo, ma un investimento per salvare le vite delle persone"

