Ubriaco al bar aggredisce i carabinieri e finisce nei guai

7 Settembre 2020

GUARDIAGRELE. Ha iniziato a litigare con i clienti di un bar, poi si è scagliato contro i carabinieri. Quella tra sabato e domenica è stata una nottata movimentata a Guardiagrele: un operaio di 41...

GUARDIAGRELE. Ha iniziato a litigare con i clienti di un bar, poi si è scagliato contro i carabinieri. Quella tra sabato e domenica è stata una nottata movimentata a Guardiagrele: un operaio di 41 anni, D.E. le sue iniziali, già in passato finito più volte nei guai per motivi giudiziari, è stato denunciato con le accuse di violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale. L’intervento tempestivo dei militari dell’Arma ha evitato che la situazione potesse ulteriormente degenerare.
L’episodio è avvenuto intorno all’una in un locale del centro storico. All’improvviso D.E., visibilmente ubriaco, ha cominciato a prendersela – senza alcun motivo – con alcune persone presenti all’interno del bar. Sia i titolari che i clienti, che stavano trascorrendo la serata in un clima assolutamente sereno, hanno provato a farlo ragionare e a riportare la calma. Ma i tentativi non hanno avuto risultati concreti. Anzi: gli insulti sono proseguiti finché la situazione non si è fatta insostenibile. A quel punto sono arrivati i carabinieri della stazione di Guardiagrele. Alla vista dei militari, il 41enne è andato su tutte le furie ed è diventato violento. «Non potete farmi niente», ha cominciato a provocarli. E giù una serie di offese irripetibili e minacce. Subito dopo, l’uomo si è avventato contro i carabinieri, prima tentando di prenderli a calci e pugni e poi trattenendoli per i polsi. Al termine di una breve colluttazione, l’operaio è stato immobilizzato. Nessun militare è rimasto ferito. Sul posto si è reso necessario anche l’arrivo dei militari della vicina stazione di Casacanditella. L’operaio è stato portato in caserma: i carabinieri, coordinati dalla tenente Maria Di Lena, lo hanno segnalato alla procura della Repubblica di Chieti. Per l’indagato è l’ennesima denuncia. Stavolta, codice penale alla mano, rischia una condanna ad almeno sei mesi di reclusione.(g.let.)
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