Uccise la madre con una coltellata, Contini trovato morto dentro casa

Il 71enne viveva a Filippone dopo aver scontato la condanna per l’omicidio avvenuto nel 2001 A lanciare l’allarme è stato un vicino: quando sono arrivati i poliziotti, era già senza vita sul letto
CHIETI. L’hanno trovato morto sul letto. Pasquale Contini, 71 anni, dopo aver scontato la condanna per aver ucciso la madre con una coltellata al cuore, viveva da solo in un appartamento al civico 40 di via San Camillo de Lellis, quartiere Filippone. Il vicino di casa non lo vedeva da un po’, si è insospettito e, martedì sera, ha lanciato l’allarme. Quando i poliziotti sono entrati nell’appartamento, per Pasquale – che soffriva di diverse patologie e assumeva numerosi farmaci – non c’è stato niente da fare: era senza vita già da qualche ora. Ma non c’è nessun giallo dietro il decesso di Contini, alle spalle una condanna a 14 anni per l’omicidio avvenuto il 22 aprile del 2001 a Francavilla al Mare. Gli investigatori hanno escluso responsabilità di terzi: a essergli letale è stato un malore. Il pm di turno Giancarlo Ciani, dopo gli accertamenti della scientifica e l’ulteriore conferma che nulla di anomalo c’era nell’appartamento, non ha ritenuto necessario disporre l’autopsia.
«Il rimorso per la morte di mamma lo porterò con me fino alla fine dei miei giorni», disse nel 2014 in un’intervista rilasciata al Centro. «Non me lo perdonerò mai, anche se non era lei che volevo colpire, ma mio fratello Giuseppe. E non certo a morte». Tra loro esisteva una vecchia ruggine. Pasquale – raccontano le cronache dell’epoca – non sopportava che il fratello vivesse ancora con la madre Pasqualina Bernabei, 74 anni. «Che la sfruttasse, le chiedesse soldi e le imponesse le sue scelte, anche maltrattadola». Una versione totalmente smentita dal fratello Giuseppe: «Semmai era proprio lui a sfruttarla», disse ai carabinieri. Fatto sta che Pasquale raggiunse la casa di via Porta Ripa e bussò alla finestra della camera dove dormiva il fratello. Ma ad alzare la tapparella fu la donna: Pasquale vide una sagoma, non la riconobbe e la colpì al cuore. Fin qui, la cronaca della notte fatale.
Contini ha pagato il suo conto con la giustizia perfino in anticipo, con tre anni defalcati per l'indulto e quasi quattro di sconto di pena per buona condotta. Sempre nel 2014, raccontò di aver scoperto anche di avere una vena letteraria. Mostrava con orgoglio la bozza del suo libro in attesa di un editore, brevi scritti in prosa e versi ispirati dagli anni bui della cella. Titolo “Ero nei pensieri di Dio”, l'incipit è da brividi: «Oso scrivere dell'amore, perché è attraverso l'amore che sono stato redento dall’abisso della morte».
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