Uccise la nonna a botte, indagini chiuse

Bomba, la Procura chiederà il giudizio immediato per il nipote. La difesa chiede un’altra perizia
BOMBA. La Procura è pronta a chiedere il giudizio immediato per Emilio Teti, 41 anni, accusato dell’omicidio volontario della nonna 95enne, Eliane Grimauve, di origine francese. Il procuratore Rosaria Vecchi ha chiuso il fascicolo dell’omicidio dopo aver ricevuto perizia del medico legale Pietro Falco, in cui si sostiene che furono le botte inferte dal nipote su torace e braccio dell’anziana a causarne la morte. Le percosse avrebbero provocato una compressione toracica e procurato un quadro di “delirium fisico” per l’anziana, sofferente di diverse patologie, sfociato poi nell’arresto cardiaco. La compressione toracica avrebbe innescato un aumento vorticoso della pressione arteriosa che ha portato allo scompenso cardiaco e poi alla morte. Il 23 ottobre la nonnina era stata ricoverata d’urgenza in ospedale a Lanciano, dove è deceduta poche ore dopo. Erano stati i medici del Renzetti, notando i lividi su tutto il corpo, ad allertare Procura e carabinieri di Atessa. I militari hanno eseguito indagini lampo, mentre il nucleo operativo di Chieti ha effettuato sopralluogo e analisi scientifiche nella casa di Bomba, dove vivevano la pensionata, la figlia e i due nipoti. Sarebbero poi stati gli stessi familiari a confermare gli episodi di violenza da parte di Teti, in passato seguito da assistenti sociali, che poi è stato arrestato (è in carcere dal 24 ottobre scorso). Se la perizia di Falco conferma il quadro accusatorio, di tutt’altro risultato quella della difesa, effettuata da Raffaele Ciccarese, che escluderebbe il nesso causale tra ferite e decesso. Il difensore di Teti, l’avvocato Massimiliano Sichetti, è intenzionato a chiedere il rito abbreviato condizionato ad una terza perizia sulle cause del decesso e ad una perizia psichiatrica su Teti, che si è sempre detto innocente. Il legale sta, inoltre, preparando l’istanza di scarcerazione: nella perizia, ad esempio, non sarebbero emerse emorragie interne, lesioni o fratture che possano giustificare la morte a seguito di percosse. Per l’accusa, invece, Teti avrebbe ucciso la nonna che non sopportava più di accudire dopo averla picchiata più volte.
Teresa Di Rocco
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