Ucciso a bastonate, indagini chiuse

28 Aprile 2016

Delitto Sotu: per il connazionale l’accusa è di omicidio volontario

SAN SALVO. L’ipotesi di reato è omicidio volontario. È il capo d’imputazione formulato al termine delle indagini dalla Procura di Larino (Campobasso) a carico di G.U., 48 anni, romeno, accusato di aver ucciso a bastonate un connazionale in un casolare semi diroccato in contrada Padula, al confine fra San Salvo e Montenero di Bisaccia. A morire nel corso di una discussione, nella notte tra il 28 ed il 29 settembre scorsi, fu Ion Sutu, romeno di 46 anni. Tra i due, nella tarda sera, nacque una discussione, a quanto pare, per le cattive condizioni in cui si trovava il rudere. L’aggressore avrebbe bevuto alcolici prima del litigio sfociato, poi, in tragedia. In un impeto di collera, il 48enne colpì con un bastone il connazionale che morì poco dopo. Il compito della difesa si presenta arduo. A seguire le indagini sono stati i carabinieri di Montenero in collaborazione con i colleghi della stazione di San Salvo. Sono stati questi ultimi a trovare il corpo straziato della vittima con il cranio sfondato in una pozza di sangue. Lividi e abrasioni su tutto il corpo martoriato. Immediata la segnalazione ai colleghi competenti per territorio. La vittima, Ion Sotu, fu trovata all’esterno della casa fra il centro commerciale Costa Verde e la residenza per anziani San Vitale di San Salvo. Una zona periferica ma molto trafficata, che è facilmente raggiungibile anche a piedi da San Salvo. I carabinieri poche ore dopo fermarono Sotu. Aveva trascorso la serata con la vittima a bere in un bar di San Salvo. Sembra che i due, ubriachi, avessero già avuto una discussione. Le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore Luca Venturi della Procura di Larino. Per il magistrato quei colpi violenti alla testa dimostrerebbero la volontà di finire un uomo già impossibilitato a difendersi, da qui l’accusa di omicidio volontario. (p.c.)

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