Ucciso a calci e pugni: fermato l’amico

30 Settembre 2015

San Salvo: la vittima è un romeno di 46 anni, ritrovato fuori da un casolare abbandonato. In carcere il connazionale

SAN SALVO. Voci concitate, sempre più alte e poi le urla. Sono state queste a convincere i residenti di contrada Padulo, lembo di terra al confine fra Abruzzo e Molise, a chiamare i carabinieri. Volevano evitare che accadesse qualcosa di grave. Non ci sono riusciti. Quando i militari della stazione di San Salvo sono arrivati, si sono trovati davanti il corpo straziato di un uomo con il cranio sfondato in una pozza di sangue. Lividi e abrasioni su tutto il corpo martoriato, ancora caldo. Immediata la segnalazione ai colleghi competenti per territorio, i carabinieri di Montenero di Bisaccia. La vittima Ion Sotu, classe 1969, è stato trovato all’esterno di una casa diroccata nella contrada, fra il centro commerciale Costa Verde e la residenza per anziani San Vitale di San Salvo. Una zona periferica ma molto trafficata, facilmente raggiungibile anche a piedi da San Salvo. I carabinieri hanno fermato il connazionale. G.U., 48 anni, aveva trascorso la serata con la vittima a bere in un bar di San Salvo. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Luca Venturi della Procura di Larino. Sarà il magistrato molisano a decidere il da farsi.

Il cadavere è stato scoperto intorno alle 23,30. Sul corpo c’erano evidenti segni di percosse, calci e pugni, e profonde ferite alla testa. Queste ultime provocate da un oggetto contundente. Vicino al corpo di Sotu gli investigatori hanno raccolto un bastone ricoperto di sangue. Probabilmente è l’arma del delitto. Le indagini sulle impronte stabiliranno se quelle tracce corrispondono a quelle del fermato, che in un primo momento avrebbe ammesso il violento diverbio per poi ritrattare. La salma è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale di Termoli.

In base a una prima ricognizione cadaverica, l’omicidio sarebbe avvenuto tra le 22 e le 23. Dopo aver trascorso la serata al bar, la vittima e l’amico erano tornati nel casolare da circa mezz’ora. Avrebbero cominciato a litigare per futili motivi, insultandosi e urlando già sulla strada che da San Salvo porta al casolare. Alla scena avrebbero assistito alcuni residenti che, spaventati e infastiditi, hanno chiamato i carabinieri, che hanno raggiunto la zona. Il casolare disabitato veniva utilizzato da tempo come ricovero per la notte. Pare che già in altre occasioni i residenti avessero chiesto l’intervento delle forze dell’ordine.

Il cadavere di Sotu era vicino all’ingresso, il connazionale dormiva nella stanza accanto. Svegliato, era in evidente stato confusionale. Ha fornito ai militari una versione che con il passare delle ore è stata più volte modificata. La confessione non è arrivata. La magistratura molisana, tuttavia, ha confermato il provvedimento di fermo e trasferito l’uomo in carcere a Larino.

Nel casolare sono arrivati anche gli uomini del Nucleo investigativo del comando provinciale di Campobasso e i medici dell’Istituto di medicina legale dell’università di Foggia per una serie di rilievi fotografici e tecnici volti a ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. Forse oggi stesso sarà eseguita l’autopsia da parte dei periti dell’Istituto di medicina legale di Foggia. Il casolare, disabitato dalla morte del proprietario, è stato posto sotto sequestro.

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