Ucciso durante la caccia Va a giudizio l’amico
TORREBRUNA. Omicidio colposo. E’ l’accusa di cui dovrà rispondere il prossimo 5 aprile G.D.M., il cacciatore di Castelguidone rinviato a giudizio per la morte dell’amico, Nicola Costanzo, 58 anni, il...
TORREBRUNA. Omicidio colposo. E’ l’accusa di cui dovrà rispondere il prossimo 5 aprile G.D.M., il cacciatore di Castelguidone rinviato a giudizio per la morte dell’amico, Nicola Costanzo, 58 anni, il pensionato ucciso il 2 novembre 2014 nel corso di una battuta di caccia al cinghiale in località Mattioni, a Guardiabruna. Ad assisterlo saranno gli avvocati Antonello e Giovanni Cerella. Fondamentale, si è rivelato l’esame del Dna. La vicenda ha richiesto accurate e minuziose indagini, durate più di un anno e supportate da prove tecniche e balistiche e sopralluoghi. L’autopsia, eseguita dal medico legale Pietro Falco, ha accertato che la vittima è morta in seguito a un colpo di fucile che ha determinato lo «sfacelo della zona encefalica» . Le radiografie che hanno preceduto l’esame autoptico hanno permesso agli investigatori di individuare diversi pallini affidati poi al Ris di Roma. La famiglia Costanzo è assistita da l’avvocato Guido Colella. (p.c.)

