Ucciso in casa, tracce di sangue anche dentro il letto della vittima

20 Novembre 2021

CHIETI. Gli investigatori hanno trovato tracce di sangue sul letto di Francesco Ciammaichella, il quarantenne teatino ucciso con un colpo alla testa, probabilmente sferrato con una mazza da minigolf,...

CHIETI. Gli investigatori hanno trovato tracce di sangue sul letto di Francesco Ciammaichella, il quarantenne teatino ucciso con un colpo alla testa, probabilmente sferrato con una mazza da minigolf, nella sua casa popolare al civico 41 di via Albanese. Per ricostruire le fasi del delitto avvenuto tra il 9 e il 10 novembre nel quartiere Sant’Anna, sarà fondamentale il rapporto del Ris, il reparto investigazioni scientifiche dei carabinieri.
Nell’inchiesta aperta dal sostituto procuratore Giuseppe Falasca e condotta dai carabinieri della sezione operativa della compagnia di Chieti sono indagati, con l’accusa di omicidio volontario, Cristian De Leonardis, 47 anni, il vicino che ha lanciato l’allarme dopo aver scoperto il cadavere il pomeriggio del 10, e Silvia Capuzzi (57), che abita nella palazzina accanto a quella della vittima. Il corpo di Francesco è stato trovato sul pavimento, per metà sotto il tavolo della cucina. Non si può comunque escludere che il quarantenne sia stato tramortito in un’altra zona della modesta abitazione, come ad esempio sul letto o nelle sue vicinanze, dove sono state individuate evidenti macchie di sangue.
Al tempo stesso, in alcuni punti del piccolo appartamento nei quali è molto probabile che sia passata la vittima dopo essere stata ferita, quasi inspiegabilmente non è stata trovata sostanza ematica. È possibile, dunque, che l’assassino – o gli assassini – abbiano alterato il luogo del delitto prima di fare perdere le tracce. Di certo, Ciammaichella non è morto all’istante e si è mosso all’interno dell’appartamento prima di accasciarsi.
Determinanti saranno le analisi sulla mazza da minigolf e sui vestiti sequestrati a De Leonardis e Capuzzi sabato scorso. Così come risulterà fondamentale la comparazione delle impronte repertate all’interno della casa. In particolare, i Ris hanno individuato un’orma di scarpa che, per la posizione in cui è stata trovata, potrebbe appartenere all’assassino.
Gli investigatori, intanto, continuano ad ascoltare testimoni in caserma, per ricostruire le ultime ore di vita di Ciammaichella. La totale assenza di impianti di videosorveglianza, sia nella palazzina popolare che nelle immediate vicinanze, di sicuro non aiuta. (g.let.)