Ucciso nella caccia al cinghiale La parola a 5 periti balistici

TORREBRUNA. È stato aggiornato al 17 novembre il processo per omicidio colposo a carico di R.M., il cacciatore di Castelguidone ritenuto responsabile della morte dell’amico Nicola Costanzo, 58 anni,...
TORREBRUNA. È stato aggiornato al 17 novembre il processo per omicidio colposo a carico di R.M., il cacciatore di Castelguidone ritenuto responsabile della morte dell’amico Nicola Costanzo, 58 anni, avvenuta a Torrebruna il 2 novembre 2014 durante una battuta di caccia al cinghiale. L’accusato è difeso dagli avvocati Giovanni Cerella e Giacomo Nicolucci del foro di Lanciano. La famiglia della vittima si è costituita parte civile attraverso l’avvocato Guido Colella. Il tribunale ha accolto la richiesta di audizione di cinque periti balistici che, anche attraverso l’incidente probatorio, hanno ricostruito i minuti che precedettero la tragedia. Molti i testimoni, sia della difesa sia dell’accusa, che saranno sentiti nel corso dell’istruttoria dibattimentale. Certamente non sarà facile ricostruire con precisione che cosa sia accaduto il 2 novembre del 2014 in località Piana del Canalone nella frazione di Gurdiabruna. Il posto in cui Costanzo è morto risulta particolarmente impervio e già i primi rilievi effettuati dalle forze dell’ordine si sono rivelati particolarmente complessi. Difesa e accusa si daranno battaglia con l’ausilio dei consulenti tecnici specializzati nel settore balistico. (p.c.)
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