«Uffici tecnici senza più dirigente»

L’opposizione: «Il settore nevralgico è abbandonato a se stesso»
GUARDIAGRELE . Uffici del settore tecnico del Comune lasciati in «stato d’abbandono». È quanto sostengono i consiglieri d’opposizione Donatello Di Prinzio, Flora Bianco e Orlando Console (lista Progetto per Guardiagrele), che accusano la maggioranza di non aver rimpiazzato il dirigente di settore andato in pensione nell’agosto scorso.
«Da allora», dice il capogruppo Di Prinzio, «a tutt’oggi l’amministrazione comunale non ha ancora provveduto a rimpiazzare adeguatamente questa importante figura tecnica e ha assegnato l’incarico a un funzionario con specifiche competenze amministrative fino al 31 dicembre 2019. Successivamente, dal 1 gennaio 2020, il posto di dirigente è diventato vacante». Di Prinzio, chiede all’amministrazione di trovare soluzioni per rivitalizzare l’ufficio tecnico che, con il suo operato, rappresenta «il cuore nevralgico ed economico della cittadina».
E a tutto questo si aggiunge anche la chiusura dello sportello dell’ufficio urbanistico-edilizio, verificatasi a seguito del pensionamento del dipendente Rocco Salvatore. «Dallo scorso agosto infatti», sottolinea Di Prinzio, «il suo ufficio è aperto il giovedì mattina, solo sulla carta, con grandi disagi per tecnici e cittadini. Accade infatti che allo sportello è presente una sola persona impiegata con “borsa lavoro”, non dipendente comunale e quindi, senza alcuna preparazione tecnica per sopperire alle molteplici richieste che spesso vengono fatte a questo sportello». Il capogruppo di Progetto per Guardiagrele, evidenzia inoltre che le carenze si registrano anche in altri settori, come per esempio, quello della ragioneria e tributi, dove a del personale impiegato sempre con il sistema della “borsa lavoro”, vengono assegnate delicate mansioni con il trattamento dei dati sensibili e personali dei cittadini. «A tal proposito», ricorda Di Prinzio, «nell’ultimo consiglio comunale la nostra consigliere Bianco ha formalmente domandato al sindaco Simone Dal Pozzo se queste persone, sono vincolate dal rispetto della legge sulla privacy, ottenendo in merito dal primo cittadino una risposta positiva. In verità però», osserva Di Prinzio, «abbiamo potuto constatare che le cose non stanno in questo modo, perché nel contratto di queste figure, non vi è assolutamente alcuna voce che richiama alle disposizioni normative sulla privacy».
Giovanni Iannamico
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