Ultima partita all’Esposito, diventerà arena per eventi

23 Dicembre 2019

Sarà smantellato a gennaio. Squadre trasferite al Di Meco e al Re di Coppe  Ma le due strutture non bastano per 400 calciatori: molti andranno fuori città

LANCIANO . Triplice fischio finale di una partita, di un campo, di un’epoca. Si è chiusa ieri, con la partita dei giovanissimi regionali della Virtus Lanciano 1924 contro la Virtus Vasto, la storia del campo di calcio a Villa delle rose, intitolato all’ex calciatore Enrico Esposito nel luglio 2008. Ora, come annunciato nei mesi scorsi dall’amministrazione di Mario Pupillo, a causa dei lavori nel Central park e con l’apertura del campo di Re di Coppe, la storica pista verrà smantellata per creare un’arena per i grandi eventi. Approfittando della pausa natalizia dei campionati le varie società che usano l’impianto dovranno gestire gli spazi al Di Meco e a Re di Coppe dove il Comune ha investito 100.000 euro per impianti nuovi, spogliatoi, sabbiatura del campo, luci e che sono in dirittura di arrivo. Ma spostare e trovare spazi per oltre 400 ragazzi di età diverse e adulti, visto che ci sono anche gli amatori, non sarà affatto facile. Di Meco e Re di Coppe non bastano e molti dovranno trasferirsi, per giocare, se non addirittura per allenarsi, nei comuni limitrofi, con spese non indifferenti per società e famiglie, e mancati incassi per la città.
Ieri dunque si è chiusa un’epoca. Quello realizzato all’interno dell’ippodromo è stato infatti il primo campo di calcio di Lanciano, quello dove la Virtus ha giocato i primi campionati ufficiali negli anni 20. E a tempi alterni è sempre stato utilizzato fino a diventare punto di riferimento per giovanili e amatori col sintetico. E sono stati proprio gli oltre 400 ragazzi che vi hanno giocato e i genitori a protestare per evitare lo smantellamento del campo. Petizione con oltre 300 firme, proteste, corteo per salvare quello che ritengono un luogo di ritrovo per i giovani e di socializzazione non sono bastati. «L’area va riqualificata ma il progetto può essere rimodulato lasciando il campo», l’opinione dei più. «Re di Coppe o il quartiere Santa Rita sono raggiungibili a fatica con i mezzi che usano i ragazzi», le lamentele. Ma la giunta è andata avanti: il campo va tolto. La pista che un tempo era quasi un “centro sportivo”, tra calcio, corse al galoppo e cross, diventa spazio aggregativo per famiglie, spazio culturale, artistico, musicale dedicato ai grandi eventi. «Lo smantellamento dell’Esposito tempo e imprevisti permettendo inizierà il 7 gennaio», dice l’assessore allo sport Davide Caporale, «dobbiamo incontrare le società per dividere gli orari su Re di Coppe, rimesso a nuovo, e Di Meco su cui durante l’estate 2020 sarà sistemata l’erba sintetica. A Central park poi ci saranno degli spazi ludici per far giocare i bimbi con la palla». Le società, in attesa di sapere dove allenarsi, si sono mosse per trovare campi su cui disputare le partite dei vari campionati: c’è chi dovrà giocare a Casoli, allenarsi su campi di Santa Maria Imbaro, chi a Castel Frentano o a Rocca San Giovanni. Ora attendono l’incontro in Comune.
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