Umberto è morto, caccia all’assassino

21 Marzo 2019

Non ce l’ha fatta Nasuti dopo tre giorni di agonia: lacrime e rabbia a Paglieta, il dolore degli amici. La procura ordina l’autopsia

PAGLIETA. Non ce l’ha fatta Umberto Ranieri, l’artista aggredito domenica sera da un branco di giovani in una piazza di Roma. È deceduto alle 10,40 di ieri mattina, dopo tre giorni di agonia, nell’ospedale San Giovanni della capitale. E ora è caccia all’assassino. Sul corpo dell’artista 55enne di Paglieta è stata disposta l’autopsia. Servirà a chiarire se le cause della morte sono di carattere traumatico o dovute alla caduta a terra dopo il pugno preso in pieno volto. La famiglia della vittima non crede a questa versione e ritiene si sia trattato di una vera e propria aggressione. Ma su come siano andati realmente i fatti non c’è ancora chiarezza.
LA RICOSTRUZIONE. Domenica scorsa, dopo le 19, Umberto Ranieri si trovava in largo Preneste, una piazzetta con diverse panchine di fronte casa sua, alla periferia est di Roma. Era sceso, come suo solito, a fare una passeggiata e a leggere, come aveva detto al telefono alla zia Maria qualche ora prima. Testimoni lo avrebbero visto parlare con un gruppo di cinque giovani, tra cui anche ragazze. Ma non si sarebbero accorti di una lite tra il pittore e la comitiva. Uno solo dei ragazzi avrebbe colpito al volto Ranieri, spaccandogli il naso con un pugno e facendolo cadere all’indietro. Nella caduta l’artista avrebbe sbattuto violentemente la testa sulle mattonelle della piazza, come mostra una grossa macchia di sangue. Con l’uomo a terra, privo di conoscenza, i ragazzi si sono dati tutti alla fuga senza chiamare i soccorsi. Ranieri è stato soccorso da due sudamericani presenti sulla scena, che hanno allertato il 118. Le sue condizioni sono parse subito molto gravi. Nel cuore della notte è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Ma i medici fin da subito hanno dato poche speranze al padre, Filomeno, accorso al capezzale del figlio – la madre, Anna, è rimasta a Paglieta – insieme alla nipote Paola. E ieri alla fine il cuore di Umberto ha smesso di battere, un nuovo dolore per questi due anziani genitori già colpiti, 11 anni fa, dalla perdita dell’altro figlio, Fausto.
CACCIA ALL’ASSASSINO. Ora le indagini proseguono per omicidio. È caccia alla comitiva di giovani che domenica sera era in largo Preneste e tra i quali c’è l’omicida. I carabinieri hanno raccolto diverse testimonianze e stanno lavorando sulle immagini delle telecamere attorno alla piazza. Nessuna, purtroppo, ha ripreso direttamente la scena dell’aggressione. Non viene esclusa alcuna pista, ma il movente resta sconosciuto.
DOLORE A PAGLIETA. La notizia della morte di Umberto Ranieri è arrivata presto anche a Paglieta, suo paese natale, che l’artista ha lasciato per proseguire gli studi all’Accademia di Belle arti di Roma. Nel 2005, poi, ha trasferito la sua residenza nella capitale. «Nessuno si aspettava questo epilogo», dice il sindaco Nicola Scaricaciottoli, «è una vicenda che tocca tutta la comunità di Paglieta, soprattutto per il modo in cui è maturata. Siamo vicini ai genitori, colpiti da una nuova tragedia». Ranieri era un pittore performer noto con lo pseudonimo di Nniet Brovdi, ma anche autore di testi, scenografo, costumista e musicista.
L’AMICO. «Eravamo amici, praticamente fratelli», lo ricorda Gabriele Tinari, attore e regista teatrale di Lanciano, «era un performer a tutto tondo e questa è stata la sua disgrazia, perché portava se stesso dovunque. Ma ci sono persone che non sanno cogliere la bellezza del diverso. Anche una ventina di anni fa era stato picchiato, in un locale, perché non riusciva a non esternare le sue idee. Anche se non lo faceva mai con arroganza. Insieme abbiamo fatto esperienze teatrali, poi artisticamente le nostre strade si sono divise. Ma siamo rimasti amici. Questa estate ci saremmo dovuti rivedere, con altri artisti, per fare qualcosa insieme. Abbiamo perso un riferimento bellissimo».
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