Un 47enne è l’ultimo condannato

24 Novembre 2020

Ha preso la moglie a pugni e l’ha minacciata anche nel giorno del compleanno 

CHIETI. «Te lo avevo promesso: non ti faccio arrivare a 45 anni». Con questa frase ha terrorizzato la moglie anche nel giorno del compleanno, puntandole un coltello alla gola e minacciandola di morte. Ma adesso è arrivata la sentenza per un marito violento di 47 anni: il giudice Andrea Di Berardino lo ha condannato a 2 anni e mezzo di reclusione, senza sospensione della pena. Il sostituto procuratore Giuseppe Falasca aveva chiesto sei mesi in meno. La vittima, assistita dall’avvocato Maurizio Ciocca, è una donna ucraina, da più di 15 anni a Chieti, di professione badante: dovrà essere risarcita dall’ex con 10mila euro. A ottobre dello scorso anno, nei confronti dell’indagato, era scattata la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa coniugale con contestuale divieto di avvicinamento alla vittima. Ad occuparsi delle indagini è stata la squadra mobile con la Sezione reati contro la persona.
Pugni in testa, schiaffi, offese di ogni genere: la vita della vittima, come ricostruito dagli investigatori coordinati dal sostituto procuratore Lucia Anna Campo, «si era trasformata in una sistematica vessazione psicologica e fisica». L’ultima, grave aggressione è avvenuta lo scorso anno. Il marito – con un passato da muratore, ma da anni nullafacente – è tornato a casa ubriaco dopo l’ennesima giornata trascorsa al bar. E ha picchiato la donna senza pietà, fino a provocarle lesioni all’udito. Lei, ormai sfinita, è stata costretta a farsi curare in pronto soccorso, dove i medici hanno riscontrato ferite giudicate guaribili in venti giorni. Una volta dimessa dall’ospedale Santissima Annunziata, la moglie ha finalmente avuto il coraggio di presentarsi negli uffici della questura e raccontare i dettagli di quella «forte conflittualità tra le mura domestica» sfociata in veri e propri pestaggi. È stato quindi attivato il percorso previsto dal Codice rosso, la nuova legge sulla violenza di genere (vedi l’articolo in alto). Dalla denuncia è emerso un altro episodio, avvenuto qualche mese prima e considerato particolarmente allarmante. Dopo aver festeggiato il compleanno della moglie con amici e parenti, l’uomo si è scagliato contro di lei senza alcun motivo. E le ha avvicinato un coltello alla gola giurando di essere pronto ad ammazzarla. Gli accertamenti degli investigatori della seconda sezione della Mobile hanno consentito di ricostruire in breve tempo l’escalation di botte, insulti e minacce. L’imputato, difeso dall’avvocato Antonello Remigio, si prepara al ricorso in appello. (g.let.)