«Un accordo con l’Adsu per gestire lo Studentato»

2 Settembre 2015

Proposta del sindaco di un patto con l’azienda regionale per il diritto allo studio mentre si annuncia prossima l’apertura della Casa dello studente a Pescara

CHIETI. Nuovo scacco di Pescara a Chieti. Mentre lo Studentato al Villaggio Mediterraneo chiude e ora arranca tra problemi urbanistici, mancanza di requisiti di chi lo ha gestito finora (Campus X) e 300 studenti senza alloggio, sembra prossima l’apertura della Casa dello studente a Pescara. Ma a parte il consueto sorpasso a destra della città adriatica nei confronti dell’antica ma lenta Teate, lo Studentato pescarese potrà servire solo o quasi i propri studenti. Alla d’Annunzio ci sono circa 17mila studenti fuori sede, con un ateneo che ha il suo cervello a Chieti e dove le facoltà col maggior numero di iscritti sta in via dei Vestini. Per questo si rende sempre più urgente la necessità di creare alloggi pubblici dedicati agli universitari che vengono da lontano, se non si vuole arrivare allo spopolamento del campus con un danno incalcolabile per l’economia della città già in ginocchio per le recenti chiusure di storiche istituzioni (Banca d’Italia, distretto militare, caserma Berardi e caserma Bucciante, ecc).

Ieri il sindaco Umberto Di Primio ha convocato una riunione nel suo ufficio con il dirigente della Regione Giancarlo Zappacosta, il responsabile del Suap, l’assessore Mario Colantonio, l’assessore alle attività produttive Carla Di Biase e l’assessore alle politiche giovanili Stefano Rispoli. Naturalmente assenti, anche se invitati, i rappresentanti della Campus X.

«É evidente che Chieti continua a pagare gli errori fatti dalla gestione politica del centrosinistra che ha governato la città dal 2005 al 2010» ha detto il sindaco. Lo Studentato dopo l’utilizzo occasionale da parte degli atleti dei Giochi del Mediterraneo, in base ai piani urbanistici e ai protocolli di intesa tra costruttori e enti pubblici doveva tornare a essere una casa dello studente, costruzione che rappresentava una quota parte del mega complesso autorizzato proprio perché il 65 per cento doveva essere pubblico e il 35 privato. Non sembra veritiero che la Campus X, società privata, non legittimata a gestire uno Studentato potesse, in alternativa, chiedere un semplice cambio di destinazione d’uso. Anche se la Campux X avesse fatto opere di adeguamento non avrebbe potuto gestire come casa albergo i due grattacieli, perché avrebbe violato i principi urbanistici per i quali era stata autorizzata la realizzazione del Villaggio Mediterraneo. Come è possibile che dal 2012 al 2015 tutto questo sia stato placidamente permesso?

Di Primio messo di fronte a questo infinito pasticcio ieri ha annunciato di aver preso contatti con il presidente dell’Adsu (azienda regionale per il diritto allo studio), Tonio Di Battista, per verificare se ci sono possibili soluzioni al problema Studentato.Sembra di capire che quella più idonea starebbe nella gestione diretta da parte dell’azienda regionale della casa dello studente allo Scalo.

Il dirigente Zappacosta, a margine della riunione, commenta che, al di là della possibile di risolvere il complicato problema dei due grattacieli, non sarebbe comunque da trascurare l’attivazione di alloggi pubblici per studenti a Chieti alta, dove c’è una miriade di locali vuoti. Non può non guardarsi con giudizio molto critico la non apertura della casa dello studente di 49 posti realizzata dall’Ater in via Arenazze, finita da tempo alla quale manca l’agibilità. L’Ater e l’Adsu fanno parte della stessa grande famiglia Regione, dunque cosa aspettano ad arrivare ad un accordo?