Un anno e mezzo per fare un ecocardiogramma

Il caso all’ospedale san Pio di una donna operata con problemi cardiologici La denuncia di Forte: il governatore D’Alfonso venga a verificare di persona
VASTO. Dimessa il giorno prima dall'Ospedale San Pio, si è presentata ieri l'altro al Cup (Centro unico prenotazioni) dello stesso presidio sanitario per prenotare un ecocardiagramma prescritto dai medici al momento della dimissione ospedaliera. La prenotazione per quell'esame di routine, è stata fissata al 14 aprile 2016.
«Una persona con acclarati problemi cardiologici: dovrà presentarsi in ospedale il 14 aprile del 2016, ovvero fra 18 mesi. É giustificabile un trattamento sanitario di questo livello?», chiede il presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Forte. «È questa una sanità a misura di una società civile?». E ancora. «Cosa ne pensa il manager Francesco Zavattaro confermato di recente manager della Asl Lanciano-Vasto-Chieti? Cosa ne pensa l'assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci? É questo il cambiamento garantito ai cittadini-pazienti della nostra Regione?».
Lo sconcerto dei familiari della donna è grande. Purtroppo da tempo i medici di Cardiologia del San Pio devono fare salti mortali per riuscire ad eseguire anche gli esami di routine.
Forte invita ufficialmente Zavattaro e Paolucci ad andare a dare un'occhiata alle attrezzature obsolete in dotazione al reparto Utic dell'Ospedale "San Pio".
«Che fine ha fatto la tanto attesa, sbandierata e mai realizzata sala di emodinamica?», chiede il presidente del Consiglio.
La professionalità del primario, Vincenzo Cerasa, è indubbia. Altrettanto quella dei medici e degli operatori del reparto. Eppure, per la Regione, il reparto di Cardiologia resta all'angolo. Mancano gli strumenti e i pazienti hanno un solo bagno a disposizione.
Il 3 agosto 2013 il gruppo Alpini di Tufillo ha donato al San Pio le apparecchiature complementari alla futura sala di emodinamica che avrebbe dovuto essere attivata nei locali dell'Utic (unità di terapia intensiva cardiologica).
Gli apparecchi sono stati acquistati grazie alla generosità degli alpini e a un contributo della fondazione CariChieti. L'amministrazione di Tufillo e il gruppo Protezione civile hanno acquistato un defibrillatore automatico da mettere a disposizione dei cittadini. In caso di arresto cardiaco può salvare una vita.
«E la Asl, che fa?» , si chiede ancora Peppino Forte invitando le autorità sanitarie e anche il presidente della Regione Luciano D'Alfonso a fare una visita nell’ospedale di Vasto e verificare di persona quanto appena lamentato.
Paola Calvano
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