Un’area verde ricorda i martiri delle foibe

25 Febbraio 2017

Cerimonia di intitolazione dopo l’oltraggio alla targa commemorativa imbrattata dai vandali

CHIETI. È stata intitolata ai Martiri delle Foibe l’area verde di via Amiterno. Tutto è tornato alla normalità, dopo lo sfregio alla targa commemorativa, già imbrattata una settimana fa da “Antifa”. E dopo che i militanti di CasaPound hanno provveduto a ripulire la targa, ieri l’intitolazione: un momento atteso e che arriva dopo l’approvazione dell’ordine del giorno in consiglio comunale proposto del capogruppo di Fratelli d’Italia, Marco Di Paolo, presente tra i membri dell’associazione “Amici di Bocca del Serchio”. «Il gesto dell’altro giorno è segno di un’insofferenza per la verità», dice il presidente del Comitato 10 Febbraio, Marco Di Michele Marisi. Nel parco anche gli alunni delle classi quinte della primaria di via Amiterno, e quelli delle classi prime della secondaria di primo grado del Comprensivo 3, accompagnati dalla dirigente scolastica Maria Assunta Michelangeli. Con loro il mondo delle istituzioni a raccolta: c’erano il presidente del consiglio comunale Liberato Aceto, il sindaco Umberto Di Primio e il vice Giuseppe Giampietro, i consiglieri comunali Diego Costantini e Maura Micomonaco, il prefetto Antonio Corona, il questore Raffaele Palumbo, la comandante della polizia stradale Agnese Pane, la comandante del Nor Carabinieri Chieti Maria Di Lena, il comandante dei vigili del fuoco Antonio Albanese, la comandante della polizia municipale Donatella Di Giovanni. Poi i rappresentanti dell’associazione nazionale carabinieri, tra cui l’assessore Mario Colantonio, dell’associazione Nazionale Alpini, e della Polizia di stato. «Un silenzio oltraggioso quello sulle foibe» dice Giuseppe La Rovere, (associazione carabinieri), che riporta alla mente quei dodici uomini dell’Arma vittime della violenza titina. Poi le tragiche testimonianze dell’esule istriana Magda Rover e del presidente della sezione di Pescara dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia Mario Diracca, esule fiumano: «La verità non può essere infoibata» dice. Poi la Rover: «Non bisogna odiarsi né vendicarsi. Ai ragazzi dico: studiate». Infine il sindaco: «Che ci sia ancora bisogno di testimoniare tale barbarie è indispensabile, per eliminare qualsiasi focolare di odio e ignoranza, non ultimo quello di una settimana fa». (e.r.)