Un basista dietro la rapina del bancomat

26 Novembre 2014

Il Doblò non ancora si trova, segno che potrebbe essere di proprietà di un complice del posto

CHETI. Gli investigatori non escludono che nel commando che ha rapinato il bancomat del Megalò ci sia un basista. Tra i vari particolari che orientano gli uomini della squadra mobile verso questa ipotesi c’è il Doblò sul quale è stato caricato il bancomat. Il furgoncino non si trova e probabilmente è di proprietà di qualcuno insospettabile del posto che ha collaborato al colpo che è fruttato 80mila euro.

Una Bmw X5, identica a quella usata dai sette rapinatori per fare il colpo nella notte tra giovedì e venerdì scorsi, è stata vista girare nei pressi del centro commerciale tre giorni prima del fatto. Se fosse la stessa, potrebbe essere la prova che i romeni stavano preparando il colpo da qualche giorno, ben sapendo che il centro commerciale durante la notte era aperto nei due ingressi, il laterale e quello principale per alcuni lavori sulle tubature, che alla chiusura erano presenti l’operaio, un vigilante non armato e un altro agente privato in una cabina di regia con sole due telecamere a presa diretta e che l’allarme sarebbe stato disinnescato proprio per i lavori in corso. Sono state invece le telecamere del Comune di Cepagatti a immortalare il Suv dei rapinatori prima e dopo la rapina. L’auto è passata davanti alle telecamere mentre arrivava da Alanno, e 11 minuti dopo è ripassata in direzione di Rosciano. Che i sette romeni siano professionisti del crimine lo proverebbe anche dal modo in cui è stato tagliato il bancomat con la mola. Una operazione che doveva essere fatta in pochissimi minuti e in modo preciso, ad una altezza determinata per non incorrere a ostacoli che avrebbero ritardato la fuga.

Il commando era sicuro che pochi sarebbero stati gli imprevisti.

Sono entrati dall’ingresso laterale aperto, hanno sfondato due porte antipanico. Travisati in viso hanno minacciato vigilante e operaio con la pistola, quindi hanno imbracato il bancomat e lo hanno trascinato fino a fuori il Megalò, lì lo hanno caricato sul furgoncino.

Intanto l’operaio romeno, che ha riconosciuto i connazionali è fuggito e ha fatto tutto il giro del centro commerciale per raggiungere la cabina di regia dove c’erano le telecamere a presa diretta e dove però la guardia privata al momento della rapina era assente, agli investigatori ha detto che era andato un attimo in bagno.

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