Un centro sugli internati nell’ex municipio

12 Luglio 2018

Casoli. La Regione finanzia il progetto: riuniti i documenti dei sei campi di concentramento abruzzesi

CASOLI. L’ex municipio diventerà sede del Centro abruzzese di documentazione per gli internati nel periodo bellico grazie a un finanziamento di circa 100mila euro da parte della Regione. L’ex municipio fu il primo punto di “approdo” di quel centinaio di ebrei ed antifascisti (quasi tutti di origine polacca e slovena) rinchiusi tra il 1940 e il 1944, traslocati gradualmente nelle cantine del vicino Palazzo Tilli e poi trasferiti in altri campi di concentramento sparsi sulla penisola, eccezion fatta per una decina di loro decimati ad Auschwitz e a San Sabba (Trieste). Il Centro documentario raccoglierà tutti i documenti dei sei campi di concentramento fascisti sparsi in Abruzzo, gran parte dei quali si trovavano nella provincia di Chieti (Lanciano, Tollo, Chieti, Lama dei Peligni, Vasto e Casoli), e altre venti località di “internamento libero” (Archi, Atessa, Bomba, Bucchianico, Carunchio, Casalbordino, Castel Frentano, Castiglione Messer Marino, Celenza sul Trigno, Cupello, Fara Filiorum Petri, Fresagrandinaria, Gissi, Guardiagrele, Montazzoli, Orsogna, Paglieta, Palena, Quadri, Rapino, Ripa Teatina, Roccaspinalveri, San Buono, San Vito Chietino, Scerni, Torricella Peligna, Villamagna, Villa Santa Maria). Il Centro sarà coordinato da Giuseppe Lorentini, ricercatore dell’Università tedesca di Bielefeld, che un paio di anni fa ha creato un sito internet (campocasoli.org) dove è possibile consultare tutta la documentazione, anche fotografica, degli internati a Casoli. Ultimamente Palazzo Tilli ha avuto grande visibilità grazie al restauro fatto dalla nuova proprietaria Antonella Allegrino che vi organizza periodicamente visite guidate ed eventi (e visitato anche dal Presidente Mattarella il 25 aprile scorso) e l’ex-municipio, con il Centro documentario, completerà il percorso dei “Luoghi della memoria”. Ma questo progetto, spiega il sindaco Massimo Tiberini, fa parte di uno più articolato (finanziato dalla Regione con circa 1.300.000 euro) che comprende anche altri cinque comuni (Montenerodomo, Pennadomo, Roccascalegna e Torricella Peligna), che tempo fa avevano aderito all’iniziativa dell’associazione “Selva Madre” che si è fatta carico dell’intera strutturazione progettuale. Gran parte del finanziamento, comunque, riguarda Casoli che, oltre all’ex-municipio, è interessata anche alla risistemazione della sala museale dedicata a Lionel Wigram nel castello e, soprattutto, alla messa in opera di container per la creazione di energia alternativa grazie all’uso di biomasse nella zona del Palazzetto dello sport.
Gino Melchiorre