Un parco ecclesiale per il turismo spirituale

11 Gennaio 2018

Forte lancia il progetto per i luoghi della diocesi di Chieti-Vasto: «Tutti hanno diritto alla bellezza»

CHIETI. Un parco culturale ecclesiale nei luoghi naturali e storici dell’arcidiocesi Chieti-Vasto, per valorizzare la forte spiritualità della popolazione abruzzese e per dar vita a un turismo diverso, attraverso il recupero consapevole delle preziose risorse artistiche e culturali, troppo spesso dimenticate, delle nostre aree interne. Un progetto spiegato nel volume “Terra Celeste. Ipotesi e percorsi per la realizzazione di un parco ecclesiale nell'arcidiocesi Chieti-Vasto”, presentato ieri mattina nel Seminario regionale, con l’arcivescovo Bruno Forte e Giorgio Agnisola, condirettore della Scuola alta formazione di arte e teologia pontificia facoltà teologica dell’Italia meridionale di Napoli, con Roberto Di Vincenzo, presidente dell'Istituto nazionale ricerche turistiche e già della Camera di commercio di Chieti – ente che ha sostenuto la pubblicazione – con il professor Aurelio Manzi e con don Emiliano Straccini, che ha curato il coordinamento.
Far risorgere, allora, senso di identità e crescita spirituale delle comunità, non solo attraverso itinerari religiosi ed essenziali luoghi di preghiera, di confronto, ma anche incentivando servizi e strutture finalizzate alla promozione turistica, andando incontro alle esigenze concrete e impellenti di ogni specifica area coinvolta. Rivalorizzare, dunque, le tipiche e innumerevoli opere architettoniche come quelle delle abbazie di San Giovanni in Venere e di Santa Maria Arabona, della basilica monastica di San Liberatore a Majella, della cattedrale di San Giustino a Chieti, degli eremi celestiniani e non solo; laddove sta la riscoperta della nostra storia, in primis quella di Pietro da Morrone, che salì al soglio pontificio col nome di Celestino V, e quella dei Santi - da San Giustino a San Camillo de’ Lellis, a San Francesco Caracciolo.
Diversi gli studenti delle scuole teatine insieme, tra gli altri, agli alunni dell'istituto superiore Algeri Marino di Casoli guidato dalla dirigente scolastica Costanza Cavaliere, come tanti i sindaci dei Comuni della Provincia, fra cui quelli di Guardiagrele, di Fara San Martino, di Pennapiedimonte, di Roccamorice, con lo studioso e scrittore Edoardo Micati e i parroci dell’arcidiocesi: «La bellezza dei luoghi e il bisogno di viaggiare: tra queste due coordinate si inscrive il testo Parchi ecclesiali culturali. Tutto quello che è spazio pubblico è stato curato nel tempo con impegno e amore» ché «i poveri hanno diritto alla bellezza», scrive tra le premesse del libro monsignor Forte. Alla base sta l’idea di Giovanni Gazzaneo, presidente della fondazione Crocevia e coordinatore di Luoghi dell’Infinito, con l’impegno di don Mario Lusek, direttore dell’ufficio della Cei per la pastorale del turismo, tempo libero e sport e con quello di alcuni ragazzi, guidati dal professor Agnisola - tra loro, ieri, c’erano gli architetti Michele ed Emilia. «I giovani, iscritti alla Scuola di Alta Formazione di Arte e Teologia della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale», scrive ancora l’arcivescovo, già preside della comunità accademica, «hanno visitato i luoghi prima conosciuti solo attraverso ricerche teoriche, dando vita ad un laboratorio». Così ricorda, invece, Di Vincenzo: «Un progetto che promuove evangelizzazione, ma anche economia e identità» mentre Manzi evidenzia come «la nostra regione e la nostra provincia sono da sempre terre inclusive: dobbiamo esserne orgogliosi, valorizzarle».
Edoardo Raimondi