Un patto tra 41 sindaci per salvare il tribunale

Primo impegno di Pupillo: «Andremo a Roma per ottenere la proroga al 2024» Campitelli: «La Regione pronta a supportare le spese dei palazzi di giustizia»
LANCIANO . Una delibera per salvare il tribunale di Lanciano da condividere in tutti i 41 comuni del territorio frentano. Un incontro a Roma del sindaco Mario Pupillo, con i colleghi di Vasto e Sulmona con i parlamentari non solo abruzzesi, per far capire i danni causati dalla chiusura dei tribunali. Il coinvolgimento della popolazione nella lotta, perché la difesa del tribunale è difesa della sicurezza, della legalità, ma anche dell’economia del territorio. Avere l’appoggio della Regione, mai mancato, finora. Sono le proposte emerse dall’incontro organizzato dal sindaco Pupillo alla casa di conversazione con gli altri 40 sindaci che fanno parte del territorio che è sotto l’ala del presidio di giustizia di via Fiume. Una chiamata all’unità a cui hanno risposto quasi tutti i Comuni. Piena la sala: oltre ai sindaci ci sono anche i consiglieri regionali Fabrizio Montepara (Lega), Francesco Taglieri (M5S), Silvio Paolucci (Pd) e l’assessore Nicola Campitelli (Lega), i consiglieri di minoranza, gli avvocati e il personale del tribunale. Una riunione per compattare il territorio nella lotta per salvare il tribunale di Lanciano, rinvigorita dopo l’incontro fatto a Roma lunedì, dove davanti alla Commissione intergruppo parlamentare sulla geografia giudiziaria si è parlato anche della chiusura dei presidi abruzzesi. Per Lanciano presenti Silvana Vassalli, presidente dell’ordine degli avvocati, e Riccardo Audino, presidente del tribunale. A Roma i presidenti hanno chiesto, sulla base di una relazione di 1.200 pagine, di salvare i tribunali, concedere una proroga di almeno tre anni, fino al 2024 (quella attuale scade a settembre 2021) viste le riforme in atto nel settore giustizia, e ripristinare le piante organiche per poter lavorare. «Una battaglia», ricorda Pupillo, «che viene da lontano, dal 2011, portata avanti a livello nazionale e locale visti le ricadute negative dal punto di vista economico, (oltre 20 milioni di euro in più l’anno), sociale e di giustizia causati dalle chiusure. Una lotta a cui si è affiancata anche Vasto. Lanciano con i suoi 41 Comuni, Vasto, con 29, il lancianese con 110.853 abitanti, il vastese con 104.402 abitanti - i due terzi della provincia e assieme la metà del territorio a sud dell’Abruzzo - non vanno abbandonati. L’idea del tribunale diffuso con Vasto non è tramontata, ma resta nel cassetto. Ora è importante attendere la riforma, ottenere la proroga».
Il primo impegno che Pupillo prende davanti all’assemblea è di andare a Roma subito, con i sindaci di Vasto e Sulmona per incontrare i parlamentari e dare maggiore peso alla richiesta di apertura dei presidi e di una proroga. Poi è arrivata dal sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, la proposta di una delibera da condividere con tutti i 41 comuni, in cui si sostiene il tribunale di Lanciano, anche con documenti, dati scientifici, che ne mostrano la necessità da inviare al governo. «Non solo delibere e riunioni», dice Gianni Di Rito, sindaco di Rocca San Giovanni, «bisogna muoversi, mobilitare le masse, far capire che la battaglia non è degli avvocati, ma della gente. Se chiude il tribunale ci sono meno forze dell’ordine, meno negozi, uffici». Da qui la necessità di organizzare incontri con la popolazione. Poi l’impegno della Regione. «L’amministrazione regionale vi è accanto nella lotta», dice Campitelli, «ci attiveremo anche per chiedere una sospensiva dell’efficacia della norma che ha chiuso i presidi, non una semplice proroga, per poter lavorare. E studieremo un modo per sostenere i Comuni nelle spese per il mantenimento dei tribunali».
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