Un piano per fermare i veleni nell’acqua

Via libera agli interventi proposti dalla Sixty Log per il sito di via Penne: si farà un impianto per “lavare” l’inquinamento
CHIETI. Arriva il via libera alla bonifica dei veleni nel sito della ditta Sixty Log in via Penne a Chieti Scalo, a circa 500 metri dal fiume Pescara. Il primo passo per evitare che sostanze tossiche come tricloroetilene, cloruro di vinile, 1.1 dicloroetilene, tetracloroetilene e 1.2 dicloropropano continuino a inquinare la falda acquifera profonda sarà un intervento di caratterizzazione: la ditta dovrà fare controlli nei terreni, in accordo con l’Arta, per circoscrivere la mappa della contaminazione e quantificare la presenza degli inquinanti.
Dal 2008 il sito della Sixty Log è sotto osservazione insieme ai terreni dei confinanti, la Seab e la Mantini ed è inserito nel Sir di Chieti Scalo e cioè un sito di interesse regionale per l’inquinamento. Nel 2011 è stata scoperta la contaminazione della falda acquifera all’interno del sito industriale. Un inquinamento rilevante che, nel 2013, ha obbligato a un intervento di messa in sicurezza d’emergenza (Mise) delle acque di falda: l’inquinamento viene “lavato” attraverso un sistema di due pozzi profondi 18 metri da cui, ancora oggi, «vengono emunte le acque di falda che in fase successiva vengono filtrate e trattate con filtri silicei e a carboni attivi, per poi essere immesse nella rete fognaria», così spiega il primo piano di caratterizzazione del sito curato dal geologo Massimo Ranieri di Lanciano. Lo stesso Ranieri è autore anche del nuovo piano di caratterizzazione approvato dal Comune. Tra le nuove misure di messa in sicurezza imposte da Comune e Arta alla Sixty Log c’è anche quella di controllare «costantemente» l’impianto in funzione ed eseguire la «corretta manutenzione» per evitare che si rompa. Inoltre, la ditta dovrà realizzare «un analogo impianto» in una zona esterna allo stabilimento.
In questo procedimento, la ditta dovrà scavare altri piezometri. Ma, nella stessa zona, fuori dai confini della Sixty Log, c’è il precedente della nube di gas sprigionata dal terreno contaminato: nel 2017, durante gli scavi a una profondità di 12,7 metri, si è registrata «una improvvisa quanto inaspettata risalita di gas» dal terreno inquinato e i lavori sono stati fermati «immediatamente».
Ultimo fronte è una vecchia discarica, in cui in passato si stoccavano resti di fonderia, che aspetta di essere bonificata da 15 anni: «Un annoso procedimento», conferma la determina firmata dal dirigente Paolo Intorbida e dal responsabile del procedimento Mario Salsano, che si trascina addirittura dal 2003 e che chiama in causa la Regione. «La conferenza dei servizi del 9 gennaio 2018, in merito all’annoso procedimento di chiusura della discarica ex 2B esistente nel sito, ha nuovamente rivolto invito alla Regione Abruzzo di definire la procedura autorizzativa nel più breve tempo possibile al fine di scongiurare o escludere ogni eventuale forma di contaminazione». Dopo l’ultimatum del Comune alla Regione, il caso torna alla ditta: «La Sitxy Log resta impegnata ad attivarsi per la conclusione delle attività di chiusura della discarica ex 2B».

