Un piano per riaprire l’Agrario: una sede di scuola professionale

Il progetto del sindaco Paolini presentato alla Provincia con il recupero dei locali chiusi 14 anni fa Mercurio (FdI): il Chietino unico territorio in Abruzzo senza un istituto del genere, ecco perché si può
LANCIANO. Un istituto professionale per l'agricoltura nell'ex agrario di Torre Sansone. È il progetto che il sindaco Filippo Paolini ha presentato al presidente della Provincia di Chieti, Francesco Menna, chiedendo di recuperare e rivitalizzare la sede originaria della scuola, chiusa ormai da 14 anni. L'immobile di località Torre Sansone, sulla Statale 84, ospitò studenti fino al 31 agosto 2009; poi i ragazzi furono trasferiti nella sede del De Giorgio, dove rimasero per circa due anni. Gli ultimi diplomati dell'agrario di Lanciano risalgono infatti al 2011. A distanza di tanti anni, a giocare in favore di Lanciano è l'assenza, su tutto il territorio provinciale, di un istituto professionale nel settore dell'agricoltura.
«Scerni è un istituto tecnico e prepara periti agrari, il professionale prepara invece agrotecnici», spiega Ombretta Mercurio, responsabile regionale del Dipartimento agricoltura ed eccellenze italiane di Fratelli d’Italia, che ha lavorato al progetto, sposato poi in pieno dall'amministrazione Paolini, «si tratta di figure simili ma distinte, anche con collegi separati a livello di albo professionale. Quella di Chieti è l'unica provincia in Abruzzo a non avere l'istituto professionale per l'agricoltura». Il sindaco Paolini ha illustrato il progetto ai sindaci del territorio e ha incontrato anche la dirigente scolastica dell'Ita di Scerni, Antonietta Ciffolilli. «Abbiamo condiviso la possibilità di utilizzare docenti e parte della loro strumentazione», riferisce il primo cittadino, «certamente dovrà esserci un’implementazione della strumentazione necessaria all’istituzione di un istituto professionale con curvatura sulla innovazione tecnologica in agricoltura con accesso sui fondi Pnrr».
L'idea parte dal presupposto che vi è un fabbisogno del territorio di formare nuovi tecnici e giovani imprenditori, che sappiano inserire ed utilizzare le nuove tecnologie in agricoltura, finalizzate all'innovazione tecnologica, all'agricoltura sostenibile, all'agricoltura 4.0 e a quella di precisione. «Sarebbe l'unico istituto in Italia ad avere queste caratteristiche», sottolinea Mercurio, «con la possibilità di creare la nuova figura professionale del “digital agricolture manager”, che potrà svolgere la funzione di collegamento tra l'agricoltura tradizionale e le nuove tecnologie. La dotazione tecnologica è già presente a Scerni, dove c'è anche un laboratorio dei droni. Si potrà creare un polo tecnologico e penso poi alla grande opportunità del corso di laurea in Diritto dell'ambiente che sta per partire a Lanciano. Il nostro è un territorio prettamente a vocazione agricola e c'è tantissima richiesta di ragazzi che vogliono iscriversi all'agrario. Lanciano, grazie alla sua posizione centrale e al fatto di essere ben collegata e servita dai mezzi pubblici, può rispondere a questa esigenza».
Al progetto si è mostrato interessato anche il ministro Francesco Lollobrigida, presente lo scorso fine settimana alla Fiera dell'agricoltura, dove ha definito gli istituti agrari «scuole di eccellenza». Adesso la “palla” passa alla Provincia di Chieti, che più volte ha provato a mettere in vendita l'immobile dell'ex agrario di Torre Sansone senza, finora, trovare acquirenti.
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