Un piano sanitario per Lanciano e Atessa

Marongiu (Pd): il Renzetti diventi ospedale per acuti, il San Camillo presidio territoriale con servizi
LANCIANO. «Concertare con la Regione un piano di lavoro per l’ospedale Renzetti che possa comprendere la possibilità di potenziarne risorse umane e struttura. Riaprire un confronto serio e costante tra amministrazione comunale, Asl e Regione per riaccendere i fari sul Renzetti che sarà il punto di riferimento per le “acuzie” dell’intero Sangro-Aventino, e in questo senso, il ragionamento deve contenere in un progetto coerente ed efficiente anche l’ospedale di Atessa».
E’ il segretario cittadino del Pd, Leo Marongiu, dopo la visita fatta in ospedale dell’assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci a tirare le somme e riaccendere la discussione sul rapporto tra il presidio di Lanciano e quello di Atessa. «Per quanto riguarda gli interventi strutturali al Renzetti, ossia lavori nei reparti di Cardiologia, Chirurgia e Geriatria, e sulle risorse umane, il discorso sarà affrontato la prossima settimana», dice Marongiu, «quando Paolucci tornerà in ospedale per una intera mattinata di lavoro. Questo perché, come evidenziato dall’assessore stesso “prima di pensare al nuovo ospedale c’è bisogno di prendersi cura di quello che ogni giorno offre sanità a un territorio così vasto”. E in questa ottica del prendersi cura di quello che c’è per me vanno rivisti anche i rapporti con l’ospedale di Atessa».
Presidio, il San Camillo, che negli anni ha visto la chiusura di numerosi reparti, ultimi quelli di Chirurgia e Ortopedia. Sulla scia dell’aggiornamento dell’atto aziendale del luglio 2014 che ad Atessa prevede due reparti, unità complesse: Medicina e riabilitazione e Medicina interna. «Bisogna evitare duplicazioni e sprechi ma vanno assicurati servizi agli utenti», commenta Marongiu, «nel Sangro Aventino questo significa avere un ospedale per acuti, il Renzetti, che va specializzato perché ora troppo generico, e un ospedale territoriale, quello di Atessa. Due presidi diversi che devono collaborare per offrire l’assistenza migliore ai cittadini».
Insomma Lanciano resterebbe un ospedale per acuti ma con le specializzazioni, mentre Atessa diventando presidio territoriale non avrebbe più posti letto per acuti ma molti servizi compreso Pronto soccorso, 118, diagnostica per immagini che faccia abbattere le liste di attesa, ambulatori specialistici e posti letto di residenzialità.
Teresa Di Rocco
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