Un prestito di 5 milioni per salvare il Comune

22 Febbraio 2019

L’amministrazione Di Primio contrae un nuovo debito per pagare gli stipendi Il sindaco: i lavoratori avranno il dovuto. Salute: ma l’allarmismo è esagerato

CHIETI. La ricetta tappa-buchi di bilancio del sindaco Umberto Di Primio consiste in un prestito di 5 milioni di euro chiesto alla Cassa depositi e prestiti.
Tecnicamente si chiama anticipazione di liquidità e per legge può essere richiesta entro il 28 febbraio. Per ottenere i soldi, la richiesta deve essere approvata dal consiglio comunale. Ecco perché il presidente del consiglio Liberato Aceto si è affrettato a indire per lunedì prossimo un consiglio comunale con questo unico punto all’ordine del giorno. La legge consente ai Comuni che non riescono a rispettare i tempi di pagamento la possibilità di chiedere un’anticipazione alla Cassa deposito e prestiti da destinare al pagamento dei debiti. In questo caso il prestito chiesto è di 5.096.150 euro, più interessi. La somma dovrà essere riconsegnata entro il 30 dicembre.
Il Comune può richiedere un’anticipazione di liquidità perché, si legge sulla delibera appena preparata, «l’ente ha individuato crediti rientranti nella tipologia prevista dalla normativa». La delibera spiega anche che «il ricorso a tale anticipazione di liquidità rappresenta per l’ente una necessità, nelle more che la riduzione dell’esposizione finanziaria venga realizzata nel corso dell’esercizio con una maggiore incisività delle riscossioni nonché con una correlata riduzione della spesa». Insomma, il Comune intende far fronte al nuovo debito puntando sull’aumento della capacità di riscossione di Teateservizi - i cui dipendenti nel frattempo sono entrati in stato di agitazione per gli stipendi non pagati - e sul taglio delle spese. E a proposito di riduzione di spesa, è proprio questo uno dei motivi per cui anche i dipendenti di Chieti Solidale hanno dichiarato lo stato di agitazione, dovuto appunto al taglio dei servizi sociali effettuato dal Comune.
Da parte sua, però, il sindaco Di Primio continua a rassicurare: garantisce il pagamento degli stipendi e garantisce anche che non farà tagli al sociale. Ma è dallo scorso mese di settembre che il Comune di Chieti non paga più il canone mensile dei servizi dei rifiuti e delle mense scolastiche. Da tempo, inoltre, non eroga il dovuto alle due società pubbliche Teateservizi e Chieti Solidale. Per questo motivo sia i 101 dipendenti di Formula Ambiente, che gestisce i rifiuti, sia i 55 della Ladisa, che si occupa delle mense, sia i 200 di Chieti Solidale, che cura i servizi sociali, che i 50 di Teateservizi, che si occupa di riscossioni, tutti senza stipendio, hanno proclamato lo stato di agitazione. Ma per l’assessore agli affari legali Maria Rita Salute si tratta solo di «allarmismo esagerato che non ha ragion d’essere».
Intanto in questi giorni sono arrivati circa 100mila euro alla Ladisa, 130mila euro a Chieti Solidale, 80mila euro a Teateservizi e la promessa che entro il 28 febbraio verranno dati a Formula Ambiente 300mila euro e altri 2 milioni e 800mila euro entro il 31 marzo.
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