Un regista racconta i piatti tipici
Al via il progetto per riscoprire la cucina popolare frentana
LANCIANO. Da un lato l’esperienza negli agriturismi e dall’altro videointerviste ai custodi di saperi e prodotti locali e ricette pubblicate in rete: ha preso il via, fino al 4 maggio, l’edizione di primavera di “Cucina popolare frentana”, il progetto annuale di Gal Maiella Verde e Slow Food Lanciano. Sono dodici le strutture, tra agriturismi e ristoranti di Lanciano, Altino, Casoli, Guardiagrele, Rocca San Giovanni, Palombaro, Pizzoferrato, San Martino sulla Marrucina, Scerni e Torricella Peligna, che ospitano il secondo step della rassegna. Osti, cuochi e ristoratori, che in molti casi sono anche contadini ed allevatori, diventano i primi ambasciatori di saperi e prodotti locali anche attraverso attività specifiche rivolte ad avventori e turisti. In particolare ciascuna struttura porta in tavola un menù specifico a 30 euro, realizzato in esclusiva per la manifestazione. Tra i piatti proposti nell’edizione di primavera: pallotte cac’ e ove, frittatina con mugnoli selvatici, pizza “scima”, primi e secondi proposti con carciofi, asparagi, erbe di campo, l’immancabile agnello, ma anche il capretto cucinati sotto il coppo con le patate e al tegame con formaggio e uova e diverse pietanze pasquali.
Parallelamente è partito il progetto di documentazione attraverso foto, video ed interviste, realizzati dal regista lancianese Francesco Enzo Testa, che permetterà di raccogliere in digitale le testimonianze dei protagonisti, i racconti di originali e peculiari attività di preparazione di alcuni piatti, oltre che un vademecum con le 10 ricette identitarie della cucina popolare frentana. (s.so.)

