Un tappeto oggi sul nuovo Corso «Così non lo sporchiamo di cera»

Copertura ai lati della pavimentazione in gres durante il passaggio dei confratelli con le fiaccole Ieri sera due ali di folla e tanta emozione per il ritorno del rito del Cireneo scalzo e degli Incappucciati
LANCIANO. Due tappeti ai lati della “Presentosa” per evitare che la cera che cade dalle fiaccole dei confratelli e consorelle in processione sporchino il Corso, saranno sistemati oggi pomeriggio dagli operai EcoLan. È stata infatti la società che gestisce i rifiuti a suggerire e poi a comprare i tappeti perché pulire la cera dalle delicatissime mattonelle del corso è un’operazione complessa e soprattutto costosa. Intanto ieri sera emozioni per la processione degli Incappucciati dell’Arciconfraternita morte e orazione di San Filippo Neri nel centro storico, dopo due anni di silenzio.
I TAPPETIDue strisce di moquette grigia lunghe 370 metri: sono i tappeti che compariranno tra alcune ore su corso Trento e Trieste dall'incrocio con via De Crecchio fino a quello della Salita delle Poste, ossia un tratto del tragitto che percorrerà la processione della effigie del Cristo morto organizzata dall'Arciconfraternita morte e orazione di San Filippo neri. Il centro della città, come ogni parte centrale che si rispetti, avrà quindi i suoi tappeti che però non avranno una funzione di decoro bensì di protezione, per evitare danni al delicatissimo quanto spinoso e problematico pavimento del Corso a causa della cera che potrebbe cadere dalle fiaccole portate in processione. «A suggerire questa soluzione è stata la EcoLan», spiega l’assessore Tonia Paolucci, «perché ci sarebbero problemi per la pulizia come accaduto 2 anni fa». Le processioni infatti tornano dopo due anni di stop dovuto al Covid, ma i problemi per il loro passaggio sul Corso sono rimasti. «Anzi si sono aggravati perché le mattonelle sono ancora più delicate», sottolinea Paolucci, «perché per l’usura, diverse fughe sono saltate. La pulizia che riguarda anche le fughe rischierebbe concretamente di fare danni, da qui la scelta del tappeto, a carico della EcoLan, che abbiamo accolto di buon grado». «Sarà una moquette”, spiega il presidente EcoLan Massimo Ranieri, «perché dopo alcune prove fatte con altri materiali, tipo il “tessuto non tessuto”, questa è risultata la migliore. I tappeti, grigi come le mattonelle, saranno attaccati in alcuni punti con uno scotch biadesivo particolarmente delicato. Due anni fa abbiamo avuto problemi enormi per la pulizia del Corso dopo il passaggio della processione, anche se le fiaccole furono spente. Per togliere la cera abbiamo dovuto usare macchinari e prodotti particolari, fare passaggi a mano e il costo è stato notevole. Abbiamo così pensato di usare questi tappeti che costeranno circa 3mila euro e saranno tolti subito dopo il passaggio della processione; proteggeranno il Corso e permetteranno anche di far tenere le fiaccole accese». Tappeti che erano in arrivo ieri sera.
LE PROCESSIONIQuella di oggi è la processione dell’effigie del Cristo morto, che è anche la più lunga visto che ci sono anche le consorelle e i bambini. Alle 19 il corteo lascerà la chiesa di Santa Chiara. Ad aprire la processione è la Pannarola, il vessillo della confraternita tenuto dai bambini, poi seguono i simboli della Passione di Gesù e il Cireneo, il confratello scalzo che porta in spalla la pesante croce di legno che non può mai poggiare a terra, che racchiude in sé il senso della passione e della speranza. Poi c’è la settecentesca statua lignea del Cristo morto, seguito dalle statue della Madonna Addolorata, di Maria di Magdala e Maria di Cleofa e le consorelle. A rompere il silenzio le preghiere e i miserere dei maestri Masciangelo Bellini e Ravazzoni suonati dalla banda. Emozioni ieri notte per la processione degli Incappucciati. Solo i confratelli con il volto coperto in segno di penitenza e di uguaglianza di fronte a Dio sono usciti in processione accompagnando nel suo cammino di passione il Cireneo tra i vicoli del centro storico. Tradizione, religiosità, cultura e fede si mescolano in queste processioni che sono nel Dna della città.
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