Un teatino nell'inferno dell'uragano Irma: «Abbandono casa, spero di farcela»

Maurizio Attilio Ricci, 58 anni, vive nella città di Fort Lauderdale, quaranta chilometri a nord di Miami. «Sto impacchettando tutto, ma per proteggermi vado nel caveau della banca dove lavora mia moglie»
CHIETI. «Stiamo preparandoci per salvare la vita: per casa, macchine e quant’altro si vedrà. Non si può far altro che sperare». Maurizio Attilio Ricci, teatino di 58 anni, vive Fort Lauderdale, al sud della Florida vicino Miami, proprio sul tragitto di Irma, il terribile uragano di categoria 4 che spazza tutto quello che incontra sul proprio cammino. Agli amici ha lanciato un messaggio via Facebook, «vi aggiornerò finché avremo energia elettrica», e ha chiesto una preghiera.
Lo abbiamo contattato via Facebook e, nonostante le difficoltà del collegamento internet rallentato perché probabilmente in sovraccarico, è riuscito a descrivere le ultime ore di preparativi prima di andare insieme alla moglie in una struttura sicura dove rifugiarsi: il caveau della banca dove lavora la coniuge.
Nato a Chieti, studi al liceo classico Vico e all’università di Teramo, Ricci era un dirigente d’azienda del settore tessile. Quando la crisi economica ha investito il settore ha deciso di andare in America, dove ora lavora nel campo della ristorazione. «L’industria tessile in Italia è scomparsa», si lascia sfuggire con un tono di amarezza mentre dice di impacchettare tutta la roba che ha dentro casa. «Stiamo impacchettando tutto», spiega, «per evitare che si disperda nel caso le mura della nostra casa non reggessero». Lui e la moglie si sarebbero trasferiti ieri sera nel rifugio, ma non avrebbero potuto portare granché con loro. Il passaggio dell’uragano dalla potenza distruttiva che supera ogni previsione è previsto per oggi e domani. Ricci ha seguito i consigli delle autorità di rafforzare usci e finestre prima di abbandonare l’abitazione. Ha montato persiane protettive alle finestre della veranda. «Queste protezioni sono state pensate per venti fino a 120 miglia e per proteggere da piccoli oggetti volanti nella tempesta», dice. Ma per le altre finestre non ha potuto montare le stesse protezioni: «Siamo al terzo piano ed è impossibile montare pannelli esterni», spiega, «le altre finestre si proteggono solo con uno scotch pesante. Di più non abbiamo potuto fare». La struttura protetta che ha dato loro rifugio è quella della banca dove lavora la moglie di Ricci. «La casa e le macchine restano esposte al rischio, si può solo sperare. Soprattutto in caso di allagamento, che purtroppo è molto probabile. Molti sono già andati via. Noi abbiamo voluto restare perché gli uragani evolvono in una settimana, molti si disperdono o vanno verso nord. Dietro Irma c'è già Jose, che comunque è di categoria 3». La moglie di Ricci è originaria di Anguilla, nelle British Virgin Islands, una delle isole dove l’uragano Irma è già passato. Guarda le immagini dei danni provocati dall'uragano sull'isola di Anguilla (dal Corriere.it).
La potenza devastatrice dei venti è stata comunque in qualche modo arginata: «I familiari di mia moglie», racconta Ricci, «hanno avuto danni alle case, anche vistosi, ma nesuna distruzione perché lì hanno imparato a costruire le abitazioni proprio in funzione degli uragani». Ci sono altri abruzzesi in questo momento in Florida. Ricci parla di una coppia in viaggio di nozze che ha acquistato il biglietto aereo in un’agenzia di viaggio teatina. E a questo proposito lamenta una certa sottovalutazione del problema da parte dell’agenzia di viaggio: «Tutti qui sapevano che stava arrivando l’uragano, come è possibile che un’agenzia di viaggio non sapesse nulla», chiede. Ci sono anche altri italiani che vivono in Florida, ma, chiude Ricci, «loro, come me, sono vaccinati».
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