Una discarica abusiva spunta in città

Giocattoli, sanitari, legname e laterizi alla Pietra Grossa a confine con l’ex Convitto Paolucci sequestrato dal tribunale
CHIETI. Fino ad ora eravamo abituati a segnalare discariche abusive alla periferia della città, lontane dai centri abitati. Cumuli di rifiuti di ogni genere, mobili, laterizi, elementi da bagno, pezzi di eternit nei punti più nascosti, sul ciglio o all’interno di strade che si possono percorrere solo in auto, o in aperta campagna. Ma grazie alla segnalazione di un attento lettore abbiamo scoperto che esiste una discarica abusiva, a cielo aperto, in città, nella zona Pietra Grossa, in centro abitato, dove ci sono esercizi commerciali e a confine con l’ex Convitto Paolucci, casa famiglia della ex clinica Villa Pini, ora sequestrata dal Tribunale nel contesto del crac dell’ex re delle cliniche private.
La discarica si può notare appena all’interno dell’inizio di via Masci, sulla destra. Attraverso una strada malmessa e abbandonata si giunge all’accumulo di rifiuti di ogni genere. Superata la discarica, per un’improbabile scalinata si torna all’ingresso dell’ex Convitto Paolucci, anche questo ricettacolo di erbacce ma solo per abbandono e incuria di una struttura che non interessa più nessuno, neanche i creditori.
Alcune persone assicurano che arrivano abitualmente persone che scaricano indisturbate ogni genere di rifiuti: dai water, ad assi che una volta formavano armadi, giocattoli vecchi, eternit, vetri, stoffe. E lo scarico del materiale di cui liberarsi senza costi è periodico. Superata la discarica, tra l’erba incolta si trovano qua e là altri rifiuti ma di piccole dimensioni. Quindi si arriva davanti all’ex Convitto. L’edificio, una volta casa famiglia per anziani e malati di mente, ora è sotto sequestro. Lucchetti vistosi non hanno scoraggiato i ladri che hanno rubato di tutto. I malviventi spesso sono stati notati dagli inquilini dei palazzi vicini. La polizia ha avvertito il commissario giudiziale che non ha potuto fare altro che cambiare il lucchetto sistematicamente e nuovamente rotto. Nello spazio antistante all’ex Convitto, che prima costituiva una specie di patio per gli ospiti che volessero prendere un po’ d’aria, c’è erba incolta e tazebao che pubblicizzano il mercato dell’antico a Chieti. Anche in questo caso alcuni testimoni hanno visto gli «attacchini» dei manifesti liberarsi di quelli vecchi, buttati all’interno della struttura, per sistemare quelli nuovi.
La discarica come ogni accumulo di rifiuti è ricettacolo di animali e ratti e non è gradita né ai commercianti vicini né ai residenti. Forse è il caso che qualcuno se ne occupi, in una città che, una volta, era nota per pulizia.

