Una fiaccolata per l’artista ucciso a Roma

12 Maggio 2019

Paglieta. A due mesi dalla morte di Ranieri, gli amici chiedono giustizia: sit-in sabato in largo Preneste

PAGLIETA . Una fiaccolata per chiedere giustizia e nuovi esami per fare luce su quello che è successo il 17 marzo scorso. Sono passati quasi due mesi ma l’omicidio di Umberto Ranieri è ancora senza colpevoli. L’artista 55enne di Paglieta è stato aggredito in largo Preneste, a Roma, da quattro ragazzi, due donne e due uomini, dopo averli invitati a buttare nel cestino delle bottiglie di birra lasciate a terra. Uno dei ragazzi, in particolare, si è avventato contro Ranieri colpendolo al volto con un pugno, che lo ha fatto cadere a terra e battere violentemente la testa sulle pietre della piazza. Dalla caduta Umberto non ha più ripreso conoscenza, morendo il 20 marzo all’ospedale San Giovanni Addolorata della capitale. Per sabato prossimo, 18 maggio, a due mesi compiuti dall’aggressione, gli amici dell’artista stanno organizzando una fiaccolata, che si svolgerà con un sit-in (il corteo non è stato autorizzato per carenza di vigili urbani) dalle 18 alle 20,30 in largo Preneste, nello stesso orario e nello stesso luogo in cui Ranieri si trovava quando è stato aggredito. «Speriamo di scuotere le coscienze», dice la cugina, Paola Abbonizio, «quella domenica nella piazza c’era gente, qualcuno ha visto cos’è successo e chi è stato a colpire Umberto, ma per qualche motivo ha paura di parlare». Le indagini dei carabinieri di Roma Casilina, coordinati dal sostituto procuratore Tiziana Cugini, vanno avanti, ma il contributo di eventuali testimoni darebbe una grande mano agli investigatori. A Paglieta gli anziani genitori di Umberto, Filomeno e Anna, aspettano di conoscere la verità e di avere giustizia per quel figlio sensibile e generoso strappato in modo così violento e inspiegabile alla vita. Il 20 maggio, intanto, a Roma si svolgeranno accertamenti tecnici urgenti non ripetibili per la conclusione degli esami autoptici. Nel comando del Raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche (Racis), in viale Tor di Quinto, andrà il legale della famiglia Ranieri, l’avvocato Giacinto Ceroli. Dai risultati dell’autopsia si attendono chiarimenti sulla dinamica dell’aggressione che ha portato alla morte di Umberto. Secondo la famiglia, il trauma cranico riportato dal 55enne era troppo grave per essere compatibile con la sola caduta dopo il pugno al volto. L’artista potrebbe essere stato ulteriormente aggredito quando era ormai a terra, inerme. (s.so.)