«Una Fondazione intitolata a Tarantini»

29 Marzo 2016

Pizzoferrato, borsa di studio istituita dai familiari dell’ingegnere scomparso a metà febbraio

PIZZOFERRATO. Nel prossimo agosto, adempimenti burocratici permettendo, è programmata la cerimonia di inaugurazione della “Fondazione Ingegner Giuseppe Tarantini” presso l’azienda agrituristica di famiglia “La Preta Tarantini”, a Pizzoferrato. Il sodalizio si prefigge di dedicare una borsa di studio ai laureandi più meritevoli della facoltà di Ingegneria dell’Università dell’Aquila che si distingueranno nelle loro tesi di studio sul concepimento di strumenti tecnologicamente avanzati nel settore delle energie rinnovabili. È volontà della stessa famiglia di fornire una lavagna multimediale Lim (lavagna interattiva multimediale), agli alunni con bisogni speciali per l’apprendimento con la creazione di una speciale aula per attività di supporto alla didattica all’interno della scuola primaria di Pizzoferrato. All’inaugurazione saranno invitati tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscere Giuseppe Tarantini, provenienti sia dal mondo accademico e scientifico e sia dal mondo industriale a lui tanto caro.

Giuseppe Tarantini nacque a Pizzoferrato il 25 gennaio 1969; dopo essersi laureato in Ingegneria presso l’università dell’Aquila intraprende la libera professione occupandosi, ancora giovanissimo, della progettazione e direzione dei lavori della centrale idroelettrica sul fiume Pescara. Questa opera lo accredita subito nel gota delle energie rinnovabili operanti in campo nazionale e internazionale. Macina successi professionali con la Soave Engineering, che progetta e realizza impianti fotovoltaici ed eolici in diverse località regionali e nazionali. Nel 2010, raccoglie l'invito dell’associazione “I Faggi” di contrada Castiglione per progettare una chiesa. Giuseppe ha perso la vita a 47 anni nella notte tra il 14 e 15 febbraio scorso nell’ospedale civile di Pescara.

«Giuseppe era eccezionale», lo ricorda il fratello Carmine, «attaccato alla famiglia, innamorato di sua moglie Assunta, dei genitori e dei nipoti Pietro, Gianfilippo e Giulio. “Peppino”, amorevolmente così chiamato, ora non c’è più e il vuoto lasciato da questo meraviglioso ragazzo è incolmabile. Vogliamo dare voce ai suoi progetti con la costituzione di una Fondazione per aiutare i giovani futuri ingegneri in difficoltà ad avere una possibilità in più ed una vita migliore».

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