Una giunta con assessori a tempo

San Vito. Bozzelli pronto a cambiare la squadra e le deleghe a metà mandato
SAN VITO CHIETINO . Una giunta con deleghe “a tempo”, con almeno due assessori su quattro pronti a darsi il cambio nel corso degli anni. È quanto emerge dagli incontri che il gruppo San Vito Bene Comune con il sindaco Emiliano Bozzelli - che ha vinto le elezioni amministrative - stanno facendo in questi giorni. Il 30 giugno c’è il primo consiglio comunale e il sindaco dovrà rendere noti assessori e deleghe. Si pensava, visto anche il risultato elettorale, che la giunta uscente potesse essere riconfermata in blocco (Roberto Nardone, Gabriella Mancini, Andrea Catenaro e Rosalinda Flamminio), ma c’è stato l’apporto alla vittoria del Pd e di alcuni ex di Viviamo San Vito che deve essere preso in considerazione.
Così si è arrivati ad un accordo: all’inizio la giunta sarà la stessa di 5 anni fa, a metà mandato però - almeno per un paio di assessori - ci sarà il cambio. Altra novità la reintroduzione della carica di presidente del consiglio comunale. Questa carica nei Comuni con popolazione fino a 15mila abitanti è ricoperta dal sindaco, salva diversa previsione statutaria. Lo statuto del comune di San Vito lo prevede, quindi può essere reinserita. Sulla questione giunta e consiglio è comunque il sindaco Bozzelli a precisare: «La nuova amministrazione di San Vito darà concretezza ai principi di continuità e rinnovamento già enunciati in campagna elettorale, garantendo la massima partecipazione di tutti all’attività amministrativa, secondo le indicazioni dell’elettorato. La giunta uscente riprenderà a lavorare ai progetti in corso, per portarli a termine, e alla programmazione e progettazione a valere sul Pnrr, grazie anche all’esperienza maturata negli ultimi anni. Due assessorati seguiranno un percorso di affiancamento continuo fino ad arrivare a un avvicendamento, in prossimità della metà del mandato. Sarà dato spazio in consiglio comunale ai candidati non eletti», continua Bozzelli, «e sarà introdotta la carica di presidente del consiglio comunale. Questo modus operandi ci consentirà di non rallentare la macchina amministrativa in una fase decisiva per gli investimenti pubblici comunali e, nello stesso tempo, di favorire la formazione politico-amministrativa dei nuovi eletti e dei non eletti. Come cinque anni fa tutti i membri dell’amministrazione avranno delle responsabilità amministrative». (t.d.r.)
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