«Una grande festa per i pompieri che hanno salvato Manuel»

16 Aprile 2016

Ripa Teatina, il sindaco Rucci e tutta la popolazione felici per la tragedia scongiurata giovedì scorso Il pozzo nel quale è precipitato il bambino è stato sequestrato, in seguito verrà messo in sicurezza

RIPA TEATINA. Tutta Ripa Teatina si è risvegliata sollevata e felice ieri mattina per la tragedia evitata. Manuel, il ragazzino di 13 anni caduto in un pozzo profondo 20 metri mentre andava in cerca di asparagi con il papà Antonio, sta bene.

Ha passato la giornata di ieri in ospedale, ma solo per precauzione, perché secondo i protocolli sanitari doveva restare 24 ore sotto osservazione prima di poter essere dimesso. Tutti gli esami clinici, però, non hanno evidenziato alcun problema per la sua salute.

E dunque la spaventosa esperienza del pomeriggio di due giorni fa potrà essere sepolta tra i suoi ricordi più brutti. Doveva fare una bella passeggiata nei campi in cerca di asparagi, quando la sorte gli ha fatto mettere i piedi sopra il pezzo di lamiera che chiudeva la sommità del buco, la lamiera non ha retto e lui è caduto. Stretto nel buio della profondità, ha pensato di morire e lo ha urlato al padre, che viveva da fuori attimi altrettanto tragici. Per fortuna il pronto intervento dei vigili del fuoco, del personale del 118 e dei carabinieri ha evitato che si ripetesse il dramma di Vermicino in cui ha perso la vita, nel 1981, il piccolo Alfredino Rampi.

Oggi Manuel può uscire felice dall’ospedale, mentre l’Amministrazione comunale sta pensando a qualcosa per ringraziare il pompiere che con grande perizia si è calato nel pozzo per andare a riprendere il tredicenne. Lui è Claudio Minnucci e per Manuel, la sua famiglia e tutto il paese è l’eroe che ha evitato la tragedia.

Per questo il sindaco Ignazio Rucci vuole assegnargli un riconoscimento e, attraverso lui, ringraziare tutti i vigili del fuoco. Per tirare fuori Manuel si sono dati da fare in sei con un sistema di corde e carrucola che ha riportato alla luce il pompiere con Manuel avvinghiato in braccio. «Credo che un avvenimento simile dovrebbe essere degnamente celebrato», ha detto Rucci che già la sera stessa si era recato in ospedale per sincerarsi delle condizioni del ragazzino. «La chiacchierata con Manuel in ospedale mi aveva già rincuorato, perché ho visto che stava bene. Tra una decina di giorni organizzeremo l’evento per i vigili del fuoco».

Intanto il pozzo è stato posto sotto sequestro. Ieri mattina, il figlio del proprietario del terreno, un anziano signore che si trova a Roma, è andato al Comune per depositare una serie di documenti inerenti alla struttura ad uso irriguo.

Il sindaco Rucci ha potuto così intanto verificare che il pozzo era registrato e regolarmente accatastato.

Gli uffici comunali vaglieranno tutta la documentazione in loro possesso anche per capire se avesse l’autorizzazione al prelievo dell’acqua.

Il figlio del proprietario ha ricordato che il terreno dove si trova il pozzo è una proprietà privata delimitata da una catena. Una volta dissequestrato il pozzo, si potrà provvedere o alla messa in sicurezza oppure a riempirlo di terra facendolo sparire. (a.i.)