Una mozione di sfiducia contro il vicesindaco

13 Luglio 2019

Lanciano, è ancora polemica dopo lo sfogo di Verna su Facebook  Nove consiglieri di opposizione chiedono di revocare l’incarico: dibattito il 19

LANCIANO. Revocare subito l’incarico di vicesindaco e tutte le deleghe a Giacinto Verna. È la richiesta che i consiglieri di minoranza Paolo Bomba, Angelo Palmieri, Errico D’Amico, Roberto Gargarella, Gabriele Di Bucchianico, Graziella Di Campli, Antonio Di Naccio, Riccardo Di Nola e Tonia Paolucci fanno tramite una mozione inserita nel consiglio comunale del prossimo 19 luglio. Si dovrà discutere e votare la mozione che riporta sotto i riflettori l’infelice frase postata dal vicesindaco su Facebook che ha sollevato un vespaio di polemiche: “Un giorno morirete e nessuno si ricorderà di voi. Mica perché siete stati cattivi, bugiardi e invidiosi. No! Troppo scontato. Nessuno si ricorderà di voi perché siete inutili. Fortunatamente Lanciano ha cuore e riconosce sempre chi l’ha amata all’infinito». Frase cancellata da Verna che ha chiesto anche scusa per un momento di rabbia contro chi offendeva la memoria di Pino Valente. Ma per i consiglieri di minoranza non c’è scusa che tenga. È la prima volta che in un consiglio comunale la minoranza chiede con un atto ufficiale, in questo caso una mozione, il ritiro delle deleghe ad un assessore. Schermaglie e richieste di dimissioni da parte dell’opposizione ci sono state per problemi relativi alla ciclabile o alla Ztl, ma ora c’è un atto ufficiale. «La frase scritta, quindi pensata, da Verna ha suscitato sdegno tra i cittadini definiti inutili», dice Gabriele Di Bucchianico (Lanciano al centro), «non giudichiamo la persona, ma il gesto inqualificabile fatto e soprattutto nel ruolo ricoperto: rappresenta una città, non può per nessuna ragione denigrare, offendere i cittadini. E non possono essere accettate le scuse personali e le giustificazioni del sindaco». Che non ci sono state in consiglio comunale. «Siamo arrivati alla mozione», continua Paolo Bomba (Nuova Lanciano), «dopo il silenzio assordante nell’ultimo consiglio comunale, dopo che è stata postata la frase. Ci aspettavamo spiegazioni da parte del diretto interessato e del sindaco; invece silenzio, come se nulla fosse accaduto. C'è stato un fatto gravissimo, offese ai cittadini che il vicesindaco ha scritto, quindi pensato». «E che dire del sindaco», aggiunge Tonia Paolucci (Libertà in Azione), «che risponde direttamente dell’operato di ogni assessore ed è invece intervenuto in ritardo, ha sminuito la vicenda chiusa con un serafico “andiamo avanti”». Pupillo ha ribadito che la fiducia in Verna non è mutata. «Fiducia che doveva sgretolarsi per frasi deplorevoli per un rappresentante delle istituzioni», chiude Paolucci, «ora deve essere sollevato dall’incarico».