«Una notte senza chiudere occhio per la paura di una nuova frana»

Parlano i residenti di via Santa Chiara, dove si è sfiorata la tragedia a causa di uno smottamento: «È accaduto quello che tutti si aspettavano, da più di un anno segnaliamo il pericolo al Comune»
BUCCHIANICO. È stata una notte in bianco per i cittadini di via Santa Chiara, a Bucchianico. Qui martedì, intorno alle 16,30, le loro case sono state minacciate da fango e detriti. Una frana lunga trenta metri e alta venti ha travolto le auto parcheggiate davanti alle abitazioni, poi evacuate. A pochi passi dal centro cittadino, è stato difficile prendere sonno: «Abbiamo ancora addosso i brividi e la paura di quella che sarebbe potuta diventare una tragedia», dicono. È stata infatti «una questione di casualità e coincidenze», spiega Pietro De Luca. «Poteva succedere una strage». Non ci sono state persone coinvolte o feriti: solo un’Audi e una Fiat Panda sono state travolte dalla forza irruente di terra e piante che scendevano a valle. La Panda si è fermata a un passo dalla finestra di una casa, rischiando di sfondarla e finire nella camera da letto. In via precauzionale, quattro famiglie sono state sgomberate dopo i sopralluoghi dei vigili del fuoco e hanno trovato appoggio da amici e parenti.
LO SPAVENTO
È stata una questione di metri e pochi istanti. I residenti parlano di una «tragedia sfiorata» perché Federica Donatucci era appena scesa dall’Audi bianca che, dopo qualche minuto, è stata travolta dalla frana. Con lei ci sarebbe stata da lì a poco anche la figlia di due anni. Scongiurato il peggio, ieri mattina davanti l’officina di Davide Donatucci, al civico 18, si respirava ancora aria di terrore mista a rabbia. «Ora non sappiamo cosa aspettarci», dice. Lui, nel momento della frana, stava lavorando dentro l'officina. Tuttavia è la paura ad aver tolto il sonno a molti residenti. «Ieri notte non si riusciva a chiudere occhio», aggiunge Camillo Donatucci, «ero e sono tutt’ora preoccupato». Un forte rumore «tipo un terremoto», commenta Matteo De Luca, marito di Federica. Muri rotti, infiltrazioni d'acqua e anche una fuoriuscita di gas dal contatore di una casa sono solo alcuni dei primi danni contati dopo lo smottamento. Le strade piene di fango e detriti hanno bloccato anche le famiglie del palazzo davanti l’officina. «Abbiamo usato una scala per fuggire», raccontano.
I VICINI
Spaventati anche i residenti delle palazzine vicine che, dopo la frana, sono scesi subito in strada per prestare aiuto. «C’erano persone che urlavano», dice Ida Di Labio, inquilina di una delle palazzine al di sopra della collina franata, «sono subito iniziati i sopralluoghi dei vigili che ci hanno assicurato che le nostre fondamenta sono solide». Ma la paura resta. «Non ho dormito tutta la notte», prosegue Di Labio. Anche Claudio De Luca, residente al civico 33, si è precipitato sul posto. «Sentivo solo imprecare», dice, «siamo spaventati da quello che potrebbe succedere prossimamente con la pioggia».
LA RABBIA
Ora subentrata anche la rabbia per le famiglie delle palazzine evacuate, perché lamentano disinteresse da parte dell’amministrazione comunale, che «non si è preoccupata neppure di un alloggio provvisorio», dicono, «abbiamo ricevuto solo tanta solidarietà dai cittadini». Un disastro che per molti residenti «era prevedibile: da più di un anno stiamo presentando segnalazioni al Comune». Tant’è che la zona è stata delimitata con alcune transenne. La strada rimaneva comunque percorribile a un solo senso di marcia. Le forti piogge delle ultime settimane, però, hanno peggiorato la situazione e negli ultimi giorni già si vedeva «un dislivello di oltre 30 centimetri», sottolinea Gianni Di Primio, uno degli inquilini delle palazzine sopra la frana. Martedì pomeriggio è successo quello che i cittadini avevano previsto. Sotto una pioggia incessante, è iniziata da subito la conta dei danni. Ma c’è ancora da attendere, dicono, prima di tornare a dormire tranquilli.

