«Una nuova villa a picco sul mare»

Rocca San Giovanni. La minoranza: ennesima colata di cemento. Il sindaco: costruzione autorizzata
ROCCA SAN GIOVANNI. Una villa da costruire sulla scarpata di un terreno franoso, a strapiombo, sotto la statale 16 e a picco sul mare. La segnalazione arriva dal capogruppo della minoranza consiliare Emilio Caravaggio (Insieme per Rocca) che si domanda come sia possibile «edificare dappertutto, dirupi compresi, in un fazzoletto di terra talmente scosceso che la nuova costruzione dovrà poggiare su numerose palafitte in cemento molto armato, data l’instabilità del terreno. Questo piccolo lembo di terreno», prosegue Caravaggio che sta valutando la possibilità di informare sul caso la Procura, «neanche a dirlo è stato reso edificabile e a niente è servita in sede di redazione del Piano regolatore generale la nostra osservazione che prevedeva, al posto della costruzione di edifici, un belvedere per far godere tutta la collettività del panorama mozzafiato che quel tratto di costa regala. Il panorama ora lo vedrà solo il proprietario della villa».
Per la minoranza il via libera alle costruzioni edilizie trova corrispondenza nella netta opposizione al Parco della costa dei trabocchi da parte del sindaco di Rocca San Giovanni, Gianni Di Rito, e del primo cittadino di San Vito, Rocco Catenaro. «Calata la maschera, di cemento», attacca il gruppo di opposizione, «i due sindaci hanno anche il coraggio di vantarsi di essere ambientalisti, ma non bastano le bandiere blu di Fee o Legambiente a coprire gli scempi che da San Vito a Rocca San Giovanni si stanno perpetrando. Oggi mentre si parla di consumo del suolo, riqualificazione urbana, di massima attenzione al dissesto idrogeologico, coscienza urbanistica e ambientale, c’è chi pianifica il territorio con uno sguardo a un’idea di turismo e di sviluppo che ha prodotto numerosi danni al nostro paese, e a pagare sono sempre gli stessi, i cittadini.
«Nessuno scempio», difende la scelta il sindaco Di Rito, «la zona era parzialmente edificabile già nel 2006 ed è stata resa edificabile nel 2011 per una precisa scelta di completamento della zona, dato che nell’area sono presenti da anni altre villette. È vero che la zona è franosa», prosegue Di Rito, «ma il proprietario sta mettendo in sicurezza il terreno attraverso una palificazione costata 200mila euro. Il progetto non ha nessun impatto ambientale e il proprietario ha tutte le autorizzazioni. Quanto al belvedere sono state fatte due considerazioni, la prima, economica, dato che il Comune non ha fondi per mettere in sicurezza tutto il costone; la seconda, giuridica, visto che è incostituzionale chiedere a terzi di costruire un’opera pubblica su un terreno privato. Da Vallevò al Cavalluccio quello è l’unico tratto edificabile, non stiamo cementificando la costa».
Daria De Laurentiis
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