Una pugnalata per 10 euro

14 Gennaio 2017

Rissa al terminal dei bus. Ragazzino colpisce alle spalle un 17enne di Filippone

CHIETI. Una pugnalata alle spalle per pochi euro. Forse solo dieci. Il 17enne di Filippone si volta, il 15enne gli sferra il colpo da dietro. Non è un fendente, ma la lama s’infila nella schiena dell’altro minorenne lasciando una ferita larga e profonda poco più di un centimetro.

E’ l’epilogo violento di una rissa scoppiata alle 18,30 di giovedì al terminal dei bus di via Gran Sasso, tra le scale mobili e il ponte di ferro, e sotto l’obiettivo delle telecamere. Tre ragazzini sono indagati per rissa. Uno di loro, il più giovane, è stato arrestato e, come prevede la legge sui minori, affidato al controllo dei genitori che lo dovranno vigilare in casa, un’abitazione di via della Liberazione, poco distante dalla villa comunale.

Tutti e tre, due sere fa, si sono fatti curare al pronto soccorso, dopo l’intervento del 118 che, vista la ferita d’arma da taglio, ha dovuto informare subito i carabinieri della compagnia di Chieti. La prognosi più alta è quella del 17enne. Ha riportato quindici giorni dopo però essere arrivato in codice rosso all’ospedale. Il suo feritore, e il terzo ragazzino, che ha 16 anni e risulta residente all’Aquila, hanno avuto prognosi rispettivamente di quattro e cinque giorni. Per pugni al volto, che il più grande dei tre ha rifilato ad entrambi. Tutti dimessi dal pronto soccorso ma nei guai con la giustizia per il reato di rissa che, nel caso del 15enne, è aggravata dall’uso dell’arma bianca. Ma del coltello non c’è traccia.

I tre si guardano bene dal collaborare con la giustizia. Forse il ferito si è fatto sfuggire il nome dell’aggressore. Ma le fonti non lo confermano. Così come nessuno dei tre spiega con esattezza la causa che ha innescata la rissa. E neppure il punto esatto dove è scoppiata. Così ieri alle 13 i carabinieri sono tornati sul posto per chiedere le registrazioni delle telecamere di un locale pubblico e delle scale mobile. Ma pare che non ci siano fotogrammi chiarificatori. Sta di fatto che induce a una riflessione il clima di violenza urbana che si respira in città. Dai delitti più gravi, come gli omicidi di Fausto Di Marco allo Scalo e di Simone Daita in centro storico, alla rissa con pugnalata. E all’ultimissimo episodio che si è consumato davanti alla stazione di Chieti Scalo dove un poliziotto è stato preso a pugni e calci da una donna che, pochi attimi prima, aveva preso a calci anche l’auto di servizio della squadra volante. Tiziana Paoletta, 40 anni di Chieti, è stata arrestata per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Al poliziotto sono stati refertati quattro giorni di prognosi. Per una singolare coincidenza temporale, il fatto è accaduto quasi alla stessa ora dell’accoltellamento al terminal dei bus.

I due agenti della Volante stavano scortando fino al treno un uomo da rimandare a Pescara. Scendono dall’auto e dalla stazione vengono pesantemente offesi dalla donna. Frasi come “poliziotti di m...” vengono udite distintamente da numerosi testimoni. Ma lei si scaglia anche contro l’auto. E al poliziotto che tenta di calmarla, sferra un pugno al torace e gli centra la gamba con un calcione. Viene identificata e arrestata sotto lo sguardo preoccupato di tanti testimoni. Nella città diventata troppo violenta.