Una raccolta fondi per le cure di Dennis

Autismo Abruzzo lancia l’appello per il piccolo: disturbo appena diagnosticato e il papà è senza lavoro
CHIETI. Cure a carico della sanità pubblica per Andrea, il bambino di Ortona affetto da autismo. Nei giorni scorsi il giudice del lavoro del tribunale di Chieti, Ilaria Prozzo, ha emesso un provvedimento che rende esecutiva l’ordinanza di “presa in carico”, dello scorso 9 maggio, a favore del piccolo. Alla Asl è stato ordinato di somministrare il trattamento terapeutico per 15 ore settimanali al minore, che è stato affidato al San Stefar.
Ma per una vicenda che si conclude positivamente, un’altra famiglia inizia il suo calvario. «Un altro minore a cui viene negato l’accesso alle cure spettanti per legge», dice Dario Verzulli di Autismo Abruzzo Onlus, che raccoglie 160 famiglie e si avvale dell’azione dell’avvocato Giovanni Legnini che, a titolo completamente volontaristico e senza compenso, difende i diritti di chi non ha voce. «Per una vicenda che si conclude positivamente una nuova avventura parte e simbolicamente accade proprio davanti al tribunale di Chieti», spiega Verzulli, «qui abbiamo raccolto la testimonianza di Virginia e Mario, genitori del piccolo Dennis. Hanno da poco ottenuto la diagnosi di autismo del bambino e Mario subito dopo ha perso il lavoro. Due colpi fatali per la serenità familiare che ora è chiamata a uno sforzo economico che non può sostenere. E c’è la burocrazia da districare per attivare le preziose terapie per un bimbo così piccolo e appena riconosciuto nello spettro autistico. Tutti oggi sanno quanto sia importante avviare prima possibile il percorso riabilitativo per non perdere quelle preziose possibilità di recupero che caratterizzeranno la vita del bambino, della sua famiglia ed anche della società. Sì, perché un intervento precoce può favorire il recupero di abilità relazionali e dunque ridurre il peso assistenziale per la collettività». Così Autismo Abruzzo Onlus ha lanciato un appello per permettere a Mario di ritrovare un lavoro che gli permetta di mantenere il suo nucleo familiare e di garantire le terapie a Dennis.
«Abbiamo avviato il necessario affinché anche per Dennis ci sia la dovuta “presa in carico”», conclude Verzulli, «ma serviranno almeno 6-8 mesi per raggiungere l’obiettivo. Nel frattempo abbiamo lanciato una raccolta fondi per sostenere le attività del bambino fino al momento in cui anche Dennis sarà inserito in un percorso formale».

