Una scatola blu contro il disagio

La Polizia presenta il progetto Blue Box per combattere i problemi dei giovani
CHIETI. Una scatola blu dove poter inserire bigliettini in forma anonima su cui scrivere tutto quello che non si ha la forza di dire faccia a faccia a qualcuno. È l’ultima trovata della questura teatina per affrontare il disagio giovanile. La scatola verrà sistemata nelle scuole e poi un agente vaglierà il contenuto dei biglietti, cercando di capire se ci sono situazioni da porre sotto la lente d’ingrandimento per evitare violenza, bullismo, droga e pure l’ultimissima agghiacciante moda del blue whale (letteralmente la balena blu), che ha portato alla morte tanti adolescenti. «Occuparci dei problemi sociali e, in particolare della prevenzione del disagio giovanile, per noi è una priorità», ha detto il questore Raffaele Palumbo, «ma non possiamo agire in maniera isolata. Per questo abbiamo deciso di coinvolgere le scuole, dove, a seconda della disponibilità dei dirigenti, verrà sistemata la Blue Box». Il progetto viene lanciato questa mattina con un gazebo sistemato in piazza Vico, dove il personale della Polizia di stato riceverà diverse classi degli istituti superiori “Umberto Pomilio” e “Luigi di Savoia” e del convitto “Gian Battista Vico”. I poliziotti parleranno con loro e presenteranno la scatola blu. In classe i ragazzi sono stati già sensibilizzati sulle varie tematiche del disagio giovanile e così, chi vorrà, potrà lasciare bigliettini all’interno del Blue Box. «Tra i giovani e il mondo della divisa c’è spesso diffidenza», ha detto ancora il questore, «con iniziative come questa cerchiamo di abbattere il muro che separa le due realtà per aprire nuove forme di comunicazione». (a.i.)

