Una società salva il Ciapi dalla debacle

La Regione salda 4 milioni di debiti per i lavoratori, l’ente diventa il braccio operativo per intercettare fondi europei
CHIETI. I debiti accumulati nell’arco di 10 anni hanno raggiunto quota 6milioni e 800 mila euro. Quattro verranno onorati dalla Regione per assicurare lo stipendio ai 33 dipendenti-superstiti che non percepiscono il salario da due anni. Scatta l’operazione salvataggio per il Ciapi, ente di formazione regionale che la precedente giunta, quella di Gianni Chiodi, aveva condannato a morte perché considerata «un carrozzone improduttivo» come più volte aveva dichiarato l’ex assessore al Lavoro Paolo Gatti. Ora la musica sembra cambiata e, ieri mattina, nel tavolo tecnico regionale composto dal presidente Luciano D’Alfonso, dall'assessore al Lavoro Marinella Sclocco, del direttore generale Cristina Gerardis, dei direttori Tommaso Di Rino, Carmine Cipollone, Stefania Valeri e dei dirigenti Marco Valeri e Carlo Amoroso sono stati delineati presente e futuro di un organismo nato alla fine degli anni Sessanta e che ha avuto come primo presidente Giuseppe Spataro, big della Democrazia Cristiana.
Il passato, dunque, sono i debiti che la Regione si è impegnata a ripianare in parte e il futuro? La salvezza del Ciapi passa attraverso la trasformazione dell’ente in società “in house” di servizi di assistenza tecnica. Conclusa la stagione decennale di formazione, Ciapi e Fondazione, avranno il compito di intercettare e di gestire fondi e bandi europei. «Tutelare i livelli occupazionali e rilanciare una struttura strategica per la Regione che non si sottrarrà alle proprie responsabilità» ha commentato D'Alfonso «poiché detiene il 97 per cento delle quote dell’ente. Per noi il Ciapi è una struttura strategica per la quale chiederemo il riconoscimento anche all'Unione Europea, trasformandola in società "in house" in grado di avere i mezzi per autofinanziarsi attraverso attività tecniche che altrimenti verrebbero esternalizzate». E con costi troppo alti da sostenere. «Per arrivare a tale scopo» prosegue il presidente della Regione «si punterà alla razionalizzazione della gestione e ad immaginare ambiti che siano coerenti con la programmazione comunitaria».
L'assessore Sclocco spiega le prossime mosse della Regione per dare un futuro al Ciapi: «Ripianare i debiti, corrispondere le mensilità arretrate ai 33 dipendenti e ridare al personale la dignità del lavoro, perché nel piano di rilancio ci sarà anche la valorizzazione delle competenze e la definizione di ciò che potrà essere fatto. In questi anni» aggiunge « è mancato completamente il controllo da parte della Regione e vogliamo riprendere in mano le redini della gestione; in ogni caso, è nostra ferma volontà tutelare i livelli occupazionali». L’operazione salvataggio della Regione farà tirare un sospiro di sollievo al presidente del Ciapi Paolo Cacciagrano e ai dipendenti, molti dei quali, nonostante il mancato pagamento degli stipendi, hanno continuato a presentarsi sul posto di lavoro. L’Ente, dunque, non affonderà. Ma dovrà cambiare pelle e sacrificare la filosofia originaria per la quale era stato creato. Una piccola amarezza che verrà digerita se ci sarà davvero il rilancio.

