Una spugna imbevuta di benzina: così hanno colpito gli attentatori

L’innesco per incendiare i due tir è stato trovato sotto un terzo mezzo pesante, una volta spostato La titolare e il compagno ascoltati dai carabinieri di Ortona: «Mai ricevuto avvertimenti o minacce»
ORTONA . «Non abbiamo ricevuto alcun avvertimento o minaccia che potesse far presagire un gesto simile». È quanto avrebbe riferito ieri mattina Rosalba Bucco, la titolare della ditta di autotrasporti i cui tir sono andati a fuoco nella tarda serata di sabato a Ortona. La donna e il compagno, Dino Paludi, sono stati ascoltati dai carabinieri della locale compagnia che indagano sull’episodio avvenuto in contrada Villa Magna. Non ci sono dubbi sulla natura dolosa: i due camion bruciati si trovavano a diversi metri di distanza e le fiamme si erano sviluppate quasi contemporaneamente.
Non solo: vicino allo pneumatico di un terzo mezzo pesante che il proprietario è riuscito a spostare una volta giunto sul posto, è stata rinvenuta una spugnetta imbevuta di benzina dentro una busta, scoperta quando il veicolo è stato messo in un altro punto. È presumibile che la stessa metodologia di innesco sia stata usata per appiccare le fiamme sui due tir distrutti.
Complessivamente, il rogo ha danneggiato anche una cisterna vuota, la cabina di un camion e un semirimorchio. Secondo una prima stima, i danni ammonterebbero ad almeno 50mila euro. Nella zona in cui si è verificato l’attentato incendiario non sono presenti sistemi di videosorveglianza che possano aver ripreso l’autore del gesto.
L’incendio è divampato poco prima delle 22 di sabato in contrada Villa Magna, a Ortona, che ha distrutto due tir parcheggiati lungo la strada, ha danneggiato altri mezzi e distrutto un cavo elettrico lasciando la zona al buio.
Un rogo domato nella notte intorno alle 2 dai vigili del fuoco di Chieti e di Ortona, arrivati sul posto con diversi uomini e automezzi. La spugnetta, come detto, è stata trovata vicino allo pneumatico di un terzo camion che il proprietario, giunto sul posto, è riuscito a spostare. Uno dei mezzi andato a fuoco era posteggiato a ridosso del cavalcavia sotto la Statale 16, strada che a causa delle fiamme alte e del fumo è stata chiusa per alcune ore, con il traffico deviato lungo la Provinciale.
Le operazioni di spegnimento sono state seguite anche dal sindaco Leo Castiglione che, informato dei fatti, si è recato personalmente sul posto.
Ieri mattina i carabinieri sono tornati sul posto per un sopralluogo; nella zona, in cui sono presenti case isolate e non ci sono attività commerciali, non ci sono, come detto, telecamere di videosorveglianza. Nella zona veniva percepito ancora l’odore acre del rogo, mentre i tir stazionavano nel punto dell’incendio.
La ditta di autotrasporti, che lì ha un capannone con un’officina, nel passato aveva già subito un paio di incendi. I carabinieri hanno sentito, oltre ai titolari, anche un residente che quando la zona è rimasta al buio ha visto le fiamme e ha dato l'allarme.
Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore di Chieti, Marika Ponziani: al momento si procede a carico di ignoti.
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