Una tartaruga simbolo di Chieti

11 Dicembre 2014

I vent’anni del museo dell’Ateneo celebrati con la scultura donata da Paglione che riceverà la Minerva

CHIETI. Una tartaruga nella città della camomilla. Da ieri la grande tartaruga in bronzo che sorregge sul suo guscio il colle teatino fa bella mostra di sé nella piazzetta davanti all’ingresso del Museo universitario che ha festeggiato con questa novità i 20 anni di attività. Con lo scoprimento del monumento bronzeo è iniziata la cerimonia per il ventennale dell’istituzione culturale diretta dal professor Luigi Capasso. A scoprire l’opera dello scultore Paolo Borghi, è stato il sindaco Umberto Di Primio, che si è augurato che la tartaruga non venga scambiata per il simbolo di una lentezza, ma per un segno di forza e determinazione nell’andare avanti per la propria strada, come ha fatto il Museo universitario. La scultura è l’ennesimo dono del gallerista Alfredo Paglione, il quale, ha annunciato il rettore dell’ateneo “d’Annunzio”, Carmine Di Ilio, alla prossima inaugurazione del nuovo anno accademico riceverà l’onorificenza della Minerva.

Il 10 dicembre del 1994 a palazzo De Pasquale, allora sede della facoltà di Farmacia, apriva una prima esposizione museale allestita in collaborazione fra la facoltà di Medicina e la Soprintendenza archeologica. Dopo venti anni di attività, il Museo ha acquisito un patrimonio di quasi 20.000 reperti, solo parzialmente esposti in oltre 2.000 metri quadri di percorso museale. Con una media annua di 70 eventi culturali organizzati e di oltre 11.000 visitatori, l’istituzione culturale si attesta oggi come uno dei maggiori musei abruzzesi, fra i più rilevanti nel novero dei musei scientifici dell’Italia centrale.

«Vent’anni fa in pochi credevano in questo progetto», ha ricordato il rettore Di Ilio. Tra quei pochi “visionari” c’era il direttore Capasso, che ha assicurato di continuare ad avere una “visione” per questa struttura. «Nonostante la totale disattenzione della politica attuale verso i beni culturali, noi siamo comunque avanti, nonostante tutto», ha detto il direttore nel ripercorrere il primo ventennale del suo museo.

A festeggiare la ricorrenza, Capasso ha invitato, oltre al sindaco e al rettore, il giornalista del telegiornale scientifico della Rai, Daniele Cerrato, l’arcivescovo di Chieti e Vasto, monsignor Bruno Forte, e il presidente della Conferenza episcopale abruzzese-molisana, monsignor Tommaso Valentinetti, che ha presentato la donazione del patrimonio del museo del Seminario regionale “Pianum”, una straordinaria raccolta di interesse naturalistico locale, ceduta in comodato d’uso gratuito.

Tantissimi gli intervenuti al convegno che si è svolto nella sala conferenza del museo, dove in molti sono stati costretti a rimanere in piedi. Ad allietare la serata ci sono stati gli intermezzi musicali di due giovani pianisti: Amalia Asia Di Gianvittorio e Simone De Baptistis.