Unidav, il rettore Cardinale si è dimesso

24 Settembre 2016

L’ex sottosegretario del ministro Monti lascia a sorpresa l’Ateneo telematico, per ora lo sostituisce il prof Santamaita

CHIETI. Un fulmine a ciel sereno sull’università telematica “Leonardo da Vinci”. A farsi da parte, con una lettera ufficiale di dimissioni, è uno dei suoi pezzi da novanta, il rettore Elio Cardinale, ex sottosegretario al ministero della Salute del governo di Mario Monti e membro di prestigiosi organismi scientifici. Una decapitazione che non ha mancato di suscitare perplessità, visto che proprio la presenza di Cardinale contribuiva a dare lustro all’ateneo telematico. I motivi del passo indietro non sono stati dichiarati pubblicamente, il rettore ha semplicemente presentato le sue dimissioni, comunicazione di fronte alla quale l’Unidav non ha potuto fare altro che prenderne atto. L’università telematica non resterà però nel frattempo senza guida. «Ad assumere le funzioni di rettore», fa sapere il direttore generale Fausto Gennuso, «sarà il membro del consiglio d’amministrazione, professor Saverio Santamaita, essendo lui il nostro decano. Come vuole la prassi stiamo già cercando un altro rettore e, come nel caso di Cardinale, sarà una personalità di chiara fama». Tra le motivazioni dell’abbandono di Cardinale potrebbe anche esserci il clima di incertezza che pesa sul futuro della nuova gestione Unidav targata Sevs (Stredo Euròpska Vysoka Skola, università slovacca controllata dalla holding Eduworld) alle prese con la stagione dei ricorsi. I giudizi del Tar e del Consiglio di stato potrebbero infatti mettere a rischio la stessa aggiudicazione del bando da 2 milioni e mezzo di euro che ha permesso alla Sevs di entrare in cda in quota maggioritaria. E dunque l’atteso rilancio Unidav, scopo del bando emanato dalla Fondazione d’Annunzio, deve essere quanto meno rinviato, sino a quando la magistratura non scioglierà i nodi dei ricorsi presentati dalle università telematiche Pegaso e Montessori. A febbraio si attende il pronunciamento nel merito del Consiglio di stato sulle questioni sollevate dalla napoletana Pegaso. Fino ad allora la nuova dirigenza Unidav è costretta a muoversi con una certa cautela. «Noi andiamo avanti come da programma e incassiamo i primi risultati positivi, come la certificazione di qualità Iso 2008, che abbiamo riottenuto dopo due anni in cui non c’era più stata, i nuovi 26 master che pubblicheremo a breve on line, la collaborazione con il Consorzio universitario di Ragusa e la nuova sede aperta a Palermo», dice infine Gennuso che è ottimista.